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    Reggio Calabria – Gravi casi di caccia illegale. Il CABS: “L’avevamo previsto”

    Si è finalmente conclusa una lunghissima stagione venatoria, costellata in Calabria di illegalità che si sono protratte fino al 10 febbraio, vista la gravissima proroga deliberata dalla Giunta Regionale in assenza di controlli sufficienti ed idonei a scongiurare gli abusi. I 10 giorni di febbraio sono stati infatti caratterizzati dall’abbattimento di specie protette, specie nella Provincia di Reggio Calabria.

    Qui, sia sulla fascia tirrenica che su quella ionica, in numerose località si sono registrate segnalazioni di abbattimenti di tordi, specie cacciabile fino al 31 gennaio. Ma non solo. Anche di un raro esemplare di Picchio rosso minore, specie protetta dalla Direttiva “Uccelli” dell’Unione Europea, oltre che dalla normativa nazionale. Lo rende noto il CABS, l’associazione di volontari esperti in antibracconaggio, che aveva denunciato come irresponsabile la decisione di concedere ai cacciatori ulteriori dieci giorni di attività fino al 10 febbraio, per potere sparare contro Gazze, Ghiandaie, Cornacchie grigie e Colombacci. L’uccisione del raro Picchio rosso minore è avvenuta lo scorso tre febbraio nei boschi di Montebello Ionico (RC). Proprio in quei luoghi gli esperti del CABS sono intervenuti con i Carabinieri Forestali di Melito Porto Salvo che hanno contestato a due cacciatori l’uccisione del Picchio oltre che di alcuni Tordi. Ed è anche sull’uccisione dei tordi che il CABS non lesina critiche nei confronti della Regione Calabria, che aveva concesso ben undici giorni di caccia in più a tale specie rispetto alle indicazioni dell’ISPRA, che suggeriva la chiusura a queste specie al 20 gennaio, come ragionevolmente ha fatto la Regione Sicilia.