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    Reggio Calabria – “Belle ripiene”, l’unione tra donne vince sempre

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Metti quattro donne bellissime e professionalmente impeccabili sul palco, quattro artiste diverse “geograficamente” ma unite da una forte amicizia e rispetto che traspare in scena e il gioco è fatto.

    “Belle ripiene”, la brillante commedia tutta al femminile (inserita nel prestigioso cartellone artistico dell’Officina dell’Arte di Peppe Piromalli) diretta da Massimo Romeo Piparo ed interpretata dalle attrici Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo, ieri sera, ha lasciato senza fiato il numeroso pubblico del teatro “Cilea” entusiasta di una pièce esilarante che ha descritto l’affascinante universo femminile con delicatezza ed ironia prendendosi gioco degli uomini tra la preparazione di una pietanza e l’altra.
    Ambientata nel regno delle donne, la cucina, Ada (un’impeccabile verace Tosca D’Aquino), Leda (una sofisticata Roberta Lanfranchi), Dada (una strepitosa coatta romana Samuela Sardo) e Ida (una sorprendente e sensuale Rossella Brescia), iniziano la loro catarsi tra i fornelli di una vera cucina posizionata sul palco.
    Gli spettatori sono gradevolmente sorpresi da un delizioso odorino di soffritto che invade la massima culla dell’arte reggina ma anche, dallo “Scrigno Belle Ripiene”, uno speciale raviolone ideato dalla chef Brescia ripieno di cime di rapa (direttamente dalla Puglia) e guarnito con guanciale croccante (tipico del Lazio), pomodorini confit (della Campania) e fonduta di stracchino (originaria della Lombardia).
    Nel menù figurano tante altre prelibatezze come il “Risotto allo zafferano e gamberi boreali”, le “Mezzelune pere e taleggio con crema di zucca e castagne” e le “Perle di salmone croccante, yogurt ed erba cipollina”, pietanze appetitose servite al pubblico dalla Lanfranchi e dalla Sardo, scese in platea per fare assaggiare i piatti cucinati e condividere così il gusto delle vivande ma non certo i loro uomini che rimarranno relegati tristemente nella lista dei “cibi proibiti” dal dietologo dell’amore.
    Le quattro amiche rappresentanti tutta la Penisola Italiana, decidono di aprirsi un ristorante come forma di riscatto della loro vita piena di frustrazioni e in quella interpretazione misurata ma molto coinvolgente, riescono a creare uno spaccato della vita reale che piace e rende complice il pubblico strappandogli continui sorrisi e applausi.
    La Campana Ada, chef separata dal marito che la tradisce prima con una donna e poi si sposa con un uomo, la Pugliese Ida, piena di debiti e di ipoteche, la coatta Laziale Dada con un marito che chiama Peter da Peter Pan perchè le ha fatto fare cinque figli ma non se ne occupa affatto preferendo il calcetto e la pizza con gli amici e costringendola a portarsi i bimbi al lavoro non sapendo con chi lasciarli e la più sofisticata delle quattro, la Lombarda Leda che nasconde la sua insoddisfazione per non aver potuto avere figli, dicendo di essere una “Children free”, rappresentano idealmente quella parte di donne che, ogni giorno, deve fare i conti con i problemi familiari, gli amori perduti, i sogni nel cassetto e tutto ciò che può rientrare nel complicato universo femminile.
    Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo rappresentano quattro regioni italiane, con tutte le caratteristiche culinarie e culturali che ne conseguono e grazie anche al loro accento, al tipico dialetto regionale, collocano i loro personaggi con precisione e si uniscono per raggiungere un obiettivo condiviso: portare al successo il ristorante “Belle ripiene” conquistando l’agognata stella Michelin.
    La maturità artistica delle quattro interpreti dà carattere alla commedia e le loro personalità rimarcano un approccio auto-ironico e disteso che ammalia il pubblico. Ma su tutto, si impone la solidarietà femminile perché l’unione tra donne vince sempre.
    E in questa splendida commedia, le attrici hanno lasciato un forte messaggio a Reggio Calabria: le donne, a volte si dimenticano di quanto valgono, hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale e, nonostante tutte le lotte e le porte chiuse, continuano a dimostrare che sono la colonna vertebrale della società e che essere donna è così affascinante, è un’avventura che richiede tanto coraggio, è una sfida che non annoia mai.
    Rossella, Tosca, Roberta e Samuela sono la dimostrazione che dentro un corpo bello e sensuale c’è un’intelligenza che chiede d’essere ascoltata.