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    Fondi europei e immigrazione l’ITIS di Polistena pronto alla sfida sulle politiche comunitarie

    Le migrazioni sono inevitabili nel mondo globalizzato, l’errore è sigillare le frontiere, l’occasione è governare il fenomeno. Gli studenti delle V E ed F dell’ITIS “Conte Milano” di Polistena sono di nuovo in corsa nel contest nazionale “A scuola di Open Coesione”, e quest’anno proporranno un monitoraggio sui fondi europei destinati all’emergenza abitativa dei migranti. L’evento che ha battezzato la ripartenza del progetto è stato un convegno al quale hanno preso parte la regione Calabria, l’ISTAT calabrese e l’EDIC Calabria&Europa, la struttura di comunicazione sul territorio della Commissione Europea.

     

    «È una pagina nuova e impegnativa per la nostra scuola – ha esordito il preside Franco Mileto – e per la nostra società. Questi ragazzi, da veri cittadini attivi, proveranno a parlare di migrazioni, di Europa e proposte per lenire l’emergenza sul territorio». Il team si chiama humanITIS, e gioca sulle parole umanità e Itis, è composto da 22 allievi delle quinte degli indirizzi grafica ed informatica. «Il nostro lavoro prende spunto – hanno spiegato i ragazzi ad una platea ampia e qualificata – dall’ex centro di accoglienza di Rizziconi, finanziato con risorse europee del Pon sicurezza. Il concetto per noi è chiaro: no alle baraccopoli, no ai ghetti. Serve un new deal tra istituzioni ed Europa per un nuovo modello abitativo e un accordo tra i comuni della Piana. Una distribuzione sostenibile dei migranti nei paesi, nel rispetto del numero dei cittadini e della vicinanza ai luoghi di lavoro. Non sarà facile, ma noi porteremo al tavolo delle discussioni comunali le nostre idee». Nell’arco di un anno l’ITIS è stato ospite due volte a Bruxelles, per merito delle sue ricerche sull’unione dei comuni e l’impiego dei fondi europei. Anche quest’anno il team vuole portare fino alla sede comunitaria più importante il frutto delle sue ricerche e della proposta. Ad ascoltare con estrema attenzione il dibattito Yvonne Spadafora, della regione Calabria, che ha raccontato la strategia di successo del POR Calabria 2014-2020. «Noi siamo riusciti ad andare in controtendenza. Perché da regione cenerentola sui fondi europei siamo diventati modello di impiego e comunicazione per l’Europa tutta. Ma non dobbiamo pensare che solo con i fondi europei, che sono circa il 3% del budget regionale, si risollevi la Calabria. Questi ragazzi ci hanno già sorpreso – ha concluso la Spadafora – e si impegnano oggi in una sfida ardua, e noi adulti e membri delle istituzioni abbiamo l’obbligo morale di stargli accanto». Il docente referente, Domenico Mammola, ha parlato di «futuro che si costruisce oggi, e chi pensa di lasciare fuori gli studenti dalla cabina di regia della nostra regione, evidentemente vuole condannarci alla marginalità». Tra le intervenute anche Mariarosaria Mercuri dell’ISTAT calabrese che ha aiutato il team nell’analisi dei dati sulle migrazioni e Alessandra Tuzza, responsabile dell’EDIC, che ha sottolineato come l’Unione Europea sia l’unica possibilità di rimanere competitivi nel contesto globale, evidenziando quanto «il lavoro dei ragazzi di humanITIS apra un vero e proprio precedente sul coinvolgimento dei giovani su tematiche chiave nel nostro contesto Mediterraneo».