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    “Belle ripiene” una commedia dove si ride, si mangia e si scopre il regno delle donne

    di Grazia Candido – Una gustosa commedia dimagrante ambientata nel regno delle donne, la cucina, è pronta a conquistare il pubblico di Reggio Calabria.
    “Belle Ripiene”, la brillante pièce tutta al femminile diretta da Massimo Romeo Piparo ed interpretata da Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Samuela Sardo, sarà in scena al teatro “Francesco Cilea” sabato 15 Febbraio (evento inserito nella prestigiosa kermesse dell’Officina dell’Arte).

    Per la prima volta in teatro, le quattro protagoniste cucineranno ai fornelli veri piatti con ricette tipiche che riflettono la propria estrazione geografica, da Roma a Napoli, dal Salento all’Alta Padana.
    Nei panni di Ida (Rossella Brescia), Ada (Tosca D’Aquino), Leda (Roberta Lanfranchi) e Dada (Samuela Sardo), le attrici accenderanno un confronto sul loro rapporto con i rispettivi uomini e le rispettive esistenze mentre sul palco, una telecamera permetterà al pubblico di seguire la preparazione dei piatti.
    Insieme alle splendide Rossella Brescia e Samuela Sardo, cerchiamo di capire qualcosa in più su questa pièce che ha conquistato pubblico e critica.

    Rossella, quattro bellissime donne in cucina che si raccontano tra i fornelli. Come avete fatto a creare questa sinergia artistica ed umana?
    “Alla base c’è il rispetto per questo lavoro che facciamo, grande rispetto per il teatro, per l’arte che portiamo in scena. Fortunatamente, siamo quattro professioniste, persone normali e per normali intendo quella semplicità e genuinità che ci contraddistingue ognuna con le proprie caratteristiche. Rappresentiamo il Paese, le tradizioni, luoghi bellissimi: io la Puglia, Tosca la Campania, Samuela il Lazio, Roberta la Lombardia. Siamo un bel gruppo affiatato anche al di là del palcoscenico. Il teatro è verità e tutto questo traspare in scena”.
    Parlami del tuo personaggio. Chi è Ida?
    “Ida è una donna che ci prova, tenta la fortuna con il gioco. Nella vita, io non lo farei mai o quantomeno, lo faccio senza rischiare niente. Il mio personaggio farà grandi casini e pensa di risolvere le cose con la ludopatia. E’ una commedia molto divertente, si ride e si pensa anche tanto perché si toccano tematiche serie ma con uno spirito goliardico. Alla base di tutto, c’è divertimento, amore e cibo”.
    Si dice che il cibo può unire e, allo stesso tempo, dividere. E voi lo dimostrerete in cucina.
    “La cucina è un ambiente dove uno passa molto tempo e succedono tante cose: ci si può amare, si può discutere, si possono trovare soluzioni, può essere fonte di ispirazione. A me piace anche litigare in cucina e poi, riuscire a trovare soluzioni assaggiando qualcosa, sentendo un odore, un aroma. E’ un luogo sacro: mi ricordo che da bambina, dopo la scuola, mi sedevo aspettando che mamma preparasse il pranzo. In cucina, facevo i compiti, è un ambiente che ti riporta indietro nel tempo e ti fa ricordare cose del passato, ti dà illuminazioni, speranze. Ed è quello che succede a noi quattro: in cucina cerchiamo una risoluzione della nostra vita e, come per magia, vince un’amicizia incredibile”.
    Qual è il punto di forza di questa commedia?
    “Il segreto è avere sempre alta la fiamma dell’amicizia, dell’amore. Anche nella vita, siamo molto unite, c’è un rispetto dei sentimenti, delle persone, trionfa l’amore. Lasciamo più spazio all’amore e, alla fine, riusciamo a risolvere i problemi”.
    Vuoi dire qualcosa a Reggio Calabria e all’Officina dell’Arte che vi ha ardentemente voluto?
    “Li ringrazio per il lavoro che stanno facendo e per aver scelto la nostra commedia. Tante volte, la cultura viene sottovalutata invece, è alla base di tutto, è la base del nostro futuro, del futuro dei ragazzi. Grazie alla cultura esiste la civiltà ed è importante che, in ogni città e voi siete fortunati che avete un teatro meraviglioso, ci siano persone che spronano ad andare a teatro. Il teatro è vita, è civiltà, non si può fare a meno di tutto questo”.

    Samuela siete riuscite a sdoganare la “diceria” che le donne non riescono a fare squadra. Sul palco, per copione, litigate ma in realtà siete un team molto affiatato.
    “Sì, assolutamente. Ci divertiamo e per divertirsi si deve andare d’accordo. Con noi, si diverte tanto il pubblico e nota subito che c’è un affiatamento vero. Io, Tosca e Roberta avevamo già lavorato insieme, in questo spettacolo si è aggiunta Rossella che conoscevamo e frequentavamo al di fuori del lavoro quindi, c’era già un’amicizia che si è rafforzata poi facendo questa commedia. Il nostro è un gruppo consolidato e anche il regista Piparo ci ha messo insieme perché sapeva che funzionavamo a livello umano ed artistico”.
    Chi è Dada?
    “Dada è una romana un po’ esasperata, una coatta. Sono una mamma di cinque figli che non ha l’aiuto del marito ed è costretta a portarsi a lavoro i bambini. E’ una donna, come tutte le donne in scena, le cui caratteristiche sono accentuate anche dal suo dialetto romano ma è molto vera, umana e, spesso, quando esco dal teatro, tante donne si ritrovano nella situazione di Dada, nei suoi sfoghi. I quattro personaggi litigano tra loro tanto ma sono molto simpatici e catturano l’attenzione del pubblico”.
    La novità di questa commedia è una vera e propria cucina professionale “girevole” allestita sul palco all’interno della quale svelerete il mondo femminile con le sue fragilità e forze.
    “E’ una novità assoluta, a volte, difficile da comprendere: dobbiamo far capire al pubblico che possono mangiare quello che cuciniamo. Quando scendiamo in platea, io e Roberta Lanfranchi per servire i piatti, non ti nascondo che incontriamo un po’ di reticenza perché gli spettatori non sanno se possono o no, mangiare. Questa è sicuramente, una delle novità vincenti dello spettacolo”.
    Che piatti cucinerete?
    “C’è quello inventato da Rossella Brescia, si chiama lo “scrigno delle belle ripiene” e contiene tutti gli alimenti caratteristici di ogni nostra Regione. Lo assaggerete”.
    E’ vero che avete sostenuto anche l’esame per il certificato H.A.C.C.P. per la somministrazione di cibo al pubblico, nonché un intensivo corso di cucina professionale?
    “Sì, potete stare tranquilli: possiamo servire al pubblico e sappiamo cucinare bene”.
    Quindi, sabato sera, rideremo e mangeremo pure?
    “Tornerete a casa che sarete appagati in tutti i sensi. Questo spettacolo sta avendo un successo incredibile e siamo molto contente ed orgogliose. La novità del cucinare era un rischio non di poco conto, ma ha funzionato benissimo e siamo curiose di vedere come reagirete”.
    Invita i reggini a venire a teatro.
    “E’ uno spaccato del mondo femminile ma parliamo anche di uomini ed è un modo per capire, per comprendere un po’ meglio le donne. Sarà una serata spensierata e divertente, ogni due minuti c’è una battuta e una risata ma, soprattutto, cucineremo noi e voi non dovrete fare altro che mangiare e godervi uno spettacolo unico”.