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    Reggio Calabria, Costantino (Filt Cgil): “Sogas, Falcomatà convochi i sindacati e le forze economiche”

    Di seguito la nota diffusa da Nino Costantino segretario Filt.CGIL Calabria – Ancora una volta Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, ci appare confuso, apatico e soprattutto poco disponibile al confronto concreto col sindacato, rispondendo ai rilievi mossi, questa volta, per tramite del suo vice-sindaco metropolitano.

    Ricordiamo a Falcomatà, che evidenzia verso il sindacato non asservito una certa idiosincrasia, che gli attori sociali sono soggetti di rappresentanza sociale riconosciuti dalla Costituzione e non un inutile e fastidioso orpello. Da anni, ormai, stiamo chiedendo al primo cittadino di incontrare i sindacati per discutere dello scalo reggino, ricevendo per tutta risposta un irriconoscente silenzio.

    Vorremmo ricordare al vice-sindaco metropolitano, sperando che suocera intenda, che dal 2015 è stata solo la Filt-Cgil a denunciare pubblicamente lo stato comatoso e fallimentare della Sogas chiedendo anche, ed ottenendole, le dimissioni del management della Società. Lo abbiamo fatto anche con una petizione popolare sul corso Garibaldi firmata da circa diecimila reggini, fra cui però non compaiono le firme né di Falcomatà né di Mauro. Del resto, l’Amministrazione metropolitana riconosce persino al sindacato di essersi “distinto per capacità operativa e attenzione nella lettura degli eventi”, apprezzamenti che purtroppo non possiamo ricambiare. Ora, al sindaco Falcomatà vorremmo ricordare che non è sufficiente fare a parole critiche alla gestione Sacal ma che occorre agire con concretezza. Alcuni esempi?

    Sul richiamato piano industriale noi abbiamo presentato esposto a 5 Procure della Repubblica, l’Amministrazione comunale e metropolitana neanche un tavolo di discussione. Ancora, cosa si è fatto per i lavoratori ex Sogas licenziati? Noi, con fatica e determinazione, abbiamo fatto approvare il Fondo Volo (risultato non scontato), Falcomatà ha pubblicato il 25 luglio 2017 un bel post su Facebook in cui rassicurava i 100 licenziati e annunciava che “già la prossima settimana si svolgerà il tavolo tecnico”. Ma di settimane, fino ad oggi, ne sono passate ben 131 senza l’attivazione di quel tavolo tecnico. Di più, perchè la Città metropolitana, che conosce così bene la legge Madia, non ha mosso un dito per la ricollocazione nelle partecipate pubbliche dei licenziati proprio ai sensi dell’articolo 25 della stessa legge? E inoltre, noi abbiamo presentato denunce e costruito vertenze per garantire un piano di assunzione, anche con full-time, per dare certezza operativa e sicurezza allo scalo, uno dei motivi della mancanza di voli, oltre che i diritti contrattuali ai pochi che lavorano. Comune e Città metropolitana, invece, non conoscono nulla del “proprio” aeroporto, dei problemi che ci sono, delle difficoltà di queste ultime ore, quanto ancora si è assottigliato il numero dei passeggeri, da quanto tempo è scaduta la Naspi, eccetera.

    E sul punto da noi più volte sollevato dell’acquisizione di un pacchetto azionario per garantire una presenza in grado di determinare adeguate scelte, l’Amministrazione metropolitana afferma che non ha potuto procedere perchè il Collegio dei Revisori dei Conti, ai sensi della legge Madia, ha espresso contrarietà in quanto la Sacal aveva registrato perdite di esercizio per tre volte consecutive. Intanto, c’è da dire che le perdite di esercizio di Sacal si sono verificate nel 2016 e nel 2015, mentre nel 2014 vi è stato un leggero utile. Inoltre, l’Enac, proprio in questo frangente, affida la gestione a Sacal anche degli scali di Reggio e Crotone. Ma se la legge Madia non avrebbe consentito alla Città metropolitana di acquisire le quote come avrebbe consentito ad Enac di affidare due nuovi scali ad una società senza un equilibrio finanziario? In effetti, Mauro si è “dimenticato” di dire che dal parere richiamato dei Revisori dei Conti si evince che era possibile acquisire le quote societarie per la ricapitalizzazione se la Sacal si fosse dotata di un Piano di risanamento (o ristrutturazione) approvato dalle Autorità di Regolazione del settore e comunicato alla Corte dei Conti che consentisse il riequilibrio di bilancio nei successivi tre anni. Cosa che Sacal, su nostra esplicita richiesta, era disponibile a fare (come si potrà verificare, i bilanci 2017 e 2018 sono stati approvati con utile di gestione e lo stesso avverrà per il 2019). Nel frattempo, però, il 31 ottobre 2017 era scaduto il bando senza il deposito di nessuna offerta. E’ stata, quindi, una scelta politica miope e sbagliata della Città metropolitana. E, quindi, a maggior ragione oggi, nel rispetto del diritto societario, la Filt-Cgil Calabria chiede la riapertura del bando per la ricapitalizzazione della Società per rafforzare la presenza pubblica in Sacal e consentire alla Città metropolitana di acquisire le quote, riparando all’errore commesso, e avere così davvero voce nelle scelte della Sacal e nella gestione dello scalo dello Stretto. Di sicuro, il declino dell’aeroporto dello Stretto non potrà essere addebitato al destino cinico e baro ma a chiare scelte politiche di cui è responsabile, non da sola, la Città metropolitana.

    Tutto il resto è fuffa, virtualismo inconcludente, incapacità gestionale della Sacal e amministrativa della Città metropolitana. A Mauro, infine, ricordiamo che come non abbiamo fatto sconti alla Provincia gestita da Peppe Raffa, allo stesso modo ci comporteremo con la Città metropolitana di cui sindaco è Giuseppe Falcomatà.

     

    Nino Costantino segretario Filt CGIL Calabria