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    Ministro Speranza: “Quando una persona non si può curare è una sconfitta per lo Stato”

    di Grazia Candido – “La salute deve tornare ad essere una priorità. La lotta contro le disuguaglianze è fondamentale e quando una persona non si può curare nella propria città, siamo di fronte ad una sconfitta per lo Stato”.
    Il Segretario Nazionale di Articolo Uno e Ministro della Salute, Roberto Speranza, esordisce così, questa mattina all’Hotel Excelsior, all’incontro elettorale a sostegno della coalizione di centrosinistra guidata dal candidato alla presidenza della Regione Pippo Callipo e, insieme al Deputato Calabrese di Leu Nico Stumpo, al Segretario Provinciale e Coordinatore Nazionale del Movimento Giovanile della Sinistra Alex Tripodi, ha espresso il suo pieno appoggio al candidato al Consiglio Regionale della Calabria Antonio Billari.

    “Chi è al Governo deve parlare con i fatti non con Facebook o con i Tweet. Ho scelto di dedicare questo giorno alla Calabria perché tanti uomini, donne, amici, mi hanno detto che vedono ora persone che non sono stati mai vicini a questa terra – esordisce Speranza – Mi sembrava ingeneroso non essere qui con voi e dare una mano ad una campagna elettorale importante. La questione fondamentale è della salute, del diritto alla salute e qui, nessuno può fare miracoli e nessuno ha la bacchetta magica: i politici che dicono che basta un mese o una norma vi prendono in giro. I problemi sono tanti e seri e servono capacità e tanto studio. Qualche primo segnale, lo stiamo iniziando a dare. Si parte dalla Costituzione, il programma fondamentale ce lo abbiamo ed è stato scritto dagli uomini e dalle donne che, dopo la seconda Guerra Mondiale, ci hanno consegnato la Carta Costituzionale, una generazione alla quale dobbiamo dire grazie perché seppe scrivere un grande documento. L’articolo 32 che riguarda la sanità ha parole luminose: “la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. I nostri padri costituenti ci hanno lasciato la strada da seguire e se ci pensate bene, non c’è nessun altra parte della Costituzione dove le parole “diritto fondamentale” sono insieme – continua il Ministro – Solo nell’articolo 32, queste due importanti parole sono unite e ribadiscono il significato del servizio sanitario universale che prevede che se una persona sta male, non conta quanti soldi ha, non conta il colore della pelle, dove vive ma hai il diritto di essere curata. Dobbiamo tenercela stretta questa Costituzione e, soprattutto, il modello del servizio sanitario universale è un modello che dobbiamo difendere con il coltello tra i denti. Noi spesso, lo diamo per scontato”.
    Nel suo lungo intervento, il Ministro della Salute sciorina i suoi quattro rimedi per far rinsavire la sanità calabrese e anche se “è vero che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce” secondo Speranza bisogna “difendere e valorizzare quello che abbiamo puntando sulle risorse disponibili”.
    “I problemi sono seri: negli ultimi 15 anni, abbiamo avuto una stagione lunga di de-finanziamento, non sono state messe sufficienti risorse e troppi sono stati i tagli sulla sanità. Se curarsi è un diritto fondamentale allora, è il diritto che determina le tabelle excel e non viceversa. I soldi che si investono sulla salute sono il miglior investimento per i cittadini. Un nostro primo passo è mettere sul fondo nazionale due miliardi in più per investire sull’edilizia e ammodernamento delle strutture ospedaliere, costruire ove fosse necessario, anche nuovi presidi e poi investimenti sulle tecnologie per strumentazioni adeguate. Ma abbiamo un obiettivo molto più ambizioso da qui alla fine della legislatura: altri 10 miliardi per la sanità. Inoltre, l’abolizione del super ticket sanitario in legge di Bilancio 2020 e, da settembre, sarà cancellato il balzello dei 10 euro sulle impegnative – gongola il Ministro – In questi 15 anni di difficoltà, il danno più grande che hanno prodotto è sul personale e chi ci governava al tempo, ha costruito un modello di programmazione della spesa sanitaria oggi vigente con silos e tetti rigidi, non più adeguato alle sfide del Servizio sanitario nazionale. Finalmente, diciamo alle Regioni che possono ricominciare ad investire sul personale sanitario perché il personale è la risorsa più preziosa che abbiamo. Sono stati 15 anni devastanti e dobbiamo ringraziare la passione di uomini e donne che ci hanno creduto sostenendo il nostro sistema sanitario. E il Terzo settore ci ha dato una grande mano”.
    Il ministro prima di congedarsi, ci tiene a precisare di “non essere venuto a fare propaganda ma solo a fare chiarezza sugli strumenti, quattro, per ricominciare a mettere le persone dentro le strutture sanitarie”, anche se spesso, sprona i calabresi “alla mobilitazione per sostenere il centrosinistra”.
    “Primo strumento: sale il tetto della spesa per il personale, le norme sono già state inserite nel decreto fiscale, che consentirà nuove assunzioni; le graduatorie con idonei, solo per il comparto salute, scorreranno, abbiamo esteso i termini della legge Madia per il comparto sanità, consentendo a moltissimi lavoratori di uscire finalmente dalla precarietà. E’ una scelta giusta che migliorerà la qualità delle loro vite e renderà il Servizio Sanitario Nazionale più forte, a vantaggio di tutti noi. Inoltre, utilizzeremo gli specializzandi in corsia già dal terzo anno e la possibilità per i medici che hanno compiuto i 70 anni di età di permanere in servizio. Qui, c’è la partita della Calabria e questa per noi deve essere una priorità assoluta perché è inaccettabile che ci siano Regioni dove ci si può curare e Regioni discriminate. Dobbiamo correre e rimetterci in piedi. Le persone fanno la differenza: quando si vota, si ha un’arma e va usata bene. Penso che questa comunità di Reggio Calabria abbia diritto a giocarsi sino in fondo la partita. Tutto il Mezzogiorno ha bisogno di un’onda di cambiamento e di persone perbene che mettano avanti, sempre e comunque, l’interesse generale per costruire una società più giusta”.