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    L’Asp di Reggio Calabria: “Abbiamo sempre assicurato le cure e terapie al bimbo ‎autistico”‎

    “In relazione al servizio trasmesso lo scorso 23 dicembre dalla Redazione Regionale del TG3 Calabria, la Commissione Straordinaria che gestisce l’ASP di Reggio Calabria ritiene doveroso fornire ulteriori precisazioni sulla vicenda.

    L’Azienda già in diverse occasioni – a fronte delle dichiarazioni di volta in volta rese dalla madre del bambino, dal Garante per l’Infanzia e, da ultimo, anche da taluni consiglieri comunali di Reggio Calabria – ha avuto modo di riscontrare e fare chiarezza sulla delicatissima questione, che vede coinvolto un minore affetto da un grave disturbo dello spettro autistico.

    Si rende, pertanto necessario, al solo fine di fare definitivamente chiarezza sulla vicenda, evidenziare che l’Azienda ha da sempre e, doverosamente, assicurato al bambino tutte le cure e le terapie necessarie garantendo la continuità assistenziale sia presso proprie strutture sia presso strutture private accreditate.

    Come noto, con ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria – Sezione lavoro – del 18 febbraio 2019, il giudice, a parziale accoglimento della domanda cautelare proposta dai signori Romeo Diego e Villani Angela nella qualità di genitori esercenti la potestà sul minore Romeo Matteo, ha condannato l’ASP di Reggio Calabria a provvedere, direttamente o indirettamente, in favore del minore alla erogazione di 15 ore settimanali di terapie con metodo ABA o, in subordine, a sostenere l’onere economico di tale terapia con conseguente diritto di rivalsa dei ricorrenti, almeno fino al raggiungimento del 12° anno di età.

    Al riguardo è importante precisare che nella Regione Calabria – analogamente a quanto avviene in altre Regioni del Paese – non esistono ad oggi strutture pubbliche che erogano trattamenti riabilitativi con la metodologia ABA (Applied Behavior Analysis – analisi applicata del comportamento). Detta metodologia è contemplata nell’ambito delle Linee Guida pubblicate nel 2011 ed aggiornate nel 2015 per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini.

    Successivamente all’adozione dell’ordinanza, l’ASP si è prontamente attivata per individuare la disponibilità di strutture private accreditate in grado di somministrare il metodo ABA proprio perché – giova ripeterlo – non esistono strutture pubbliche sul territorio. E’ stata pertanto individuata la struttura Villa Lucrezia di Catanzaro – accreditata all’erogazione del trattamento ABA.

    Pur comprendendo pienamente le difficoltà della famiglia e, soprattutto del minore a raggiungere la struttura individuata l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, a garanzia degli standard di qualità e di sicurezza delle cure, è tenuta ad indirizzare la famiglia del bambino esclusivamente presso la struttura privata accreditata più vicina.

    In conclusione, le Aziende Sanitarie, al fine di garantire l’essenziale interesse pubblico alla corretta ed appropriata fornitura del primario servizio della salute – a maggior ragione per gravi patologie – quando devono rivolgersi ad operatori privati, questi ultimi devono essere in possesso dell’accreditamento, requisito secondo cui chi intende operare nell’ambito della sanità pubblica deve accettare le condizioni da questa imposte, dovendo comunque e in primo luogo assicurare, pur in presenza di restrizioni, beni costituzionali di superiore valore”. E’ quanto si legge in una nota della Commissione Straordinaria che gestisce l’ASP di Reggio Calabria.