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    Cosimo-Fazio

    Il Colonnello Fazio riconosciuto vittima del dovere. Il figlio: “Caro papà, ce l’ho fatta”

    di Grazia Candido – Il colonnello Cosimo Giuseppe Fazio riconosciuto vittima del dovere. Una battaglia lunga sei anni portata avanti dalla moglie Giovanna e dai figli Antonino Carlo ed Alessandra e che, oggi, trova finalmente la parola fine con il riconoscimento all’integerrimo uomo dello Stato, dello status di vittima del dovere.

    L’indimenticabile colonnello dei carabinieri (in servizio da qualche mese al Corpo dei Vigili Urbani), entrato nei cuori di Reggio e non solo per la sua bontà, dedizione al lavoro, onestà, amore per i più bisognosi, era deceduto al porto durante uno sbarco di migranti il 15 agosto del 2013 e da allora, la sua famiglia si è scontrata con il diniego da parte del Ministero degli Interni che, per ben due volte, si è opposto a tale riconoscimento.
    Oggi, il giudice del lavoro, presso il quale si è svolta l’udienza, ha invece “fatto giustizia” come sostiene il figlio Antonino Carlo, “e questa giornata mette fine al dolore che mi porto dentro da ben sei anni”.
    “Grazie! Sei volte grazie! Sei, come questi anni di battaglie senza sosta, che hanno visto me e la mia famiglia impegnata in un vergognoso braccio di ferro con il Ministero degli Interni – scrive il figlio Antonino – Sono stati anni pesanti, che non mi hanno permesso di piangere mio padre, con la serenità che meritavamo! Anni che mi hanno visto spesso al tappeto, caduto ad ogni diniego che il Ministero mi presentava, una sorta d’insulto al sacrificio di mio padre e, indirettamente, di tutte le donne e gli uomini che indossano una divisa. Anni in cui ho dovuto subire anche la stupidità e l’ignoranza di un Onorevole della Repubblica Italiana (calabrese) e di un altro esponente politico, che si permisero di dire che il mio desiderio di giustizia fosse immotivato, perché questi ritenevano (e scrissero pubblicamente) che mio padre fosse un “semplice morto d’infarto”! Anni in cui ho trovato nuovi amici e, sempre al mio fianco, quelli “vecchi” che mi sono sempre stati vicino, sollevandomi da terra quando credevo di non farcela più. Gli stessi che hanno gioito oggi nell’apprendere la lieta novella. Anni che mi sono serviti per crescere e maturare, che mi hanno insegnato tanto, soprattutto a non mollare mai, quando sai di essere nel giusto e sei convinto degli ideali per cui ti batti”.
    Ancora scosso ma felice, il giovane Antonino chiude il suo “sfogo” lasciato sulla pagina Facebook chiedendo “scusa a chi, standomi vicino, ha dovuto subire il nervosismo del mio carattere non facile, che nei momenti più duri, mi ha fatto diventare intollerante e con una immensa voglia di star solo. Ma finalmente, dopo 6 anni, ho vinto la mia battaglia: per lo Stato Italiano, mio padre è ufficialmente vittima del dovere! Ora lo posso dire: “caro papà, ce l’ho fatta!”.