• Home / Primo piano / Autismo, la mamma di Matteo: “Che 2020 sarà per mio figlio dimenticato dalla sanità?”

    Autismo, la mamma di Matteo: “Che 2020 sarà per mio figlio dimenticato dalla sanità?”

    di Grazia Candido – Matteo guarda dalla finestra della cameretta il nuovo anno e perso nel suo mondo, cerca di trovare un senso a quello che sta vivendo, a quel “mostro” chiamato autismo, all’impossibilità di essere felice e sereno come gli altri bambini della sua età.

    Matteo ha sei anni e non sa se un giorno potrà essere libero e autonomo di scorrazzare per la sua città, di uscire con i suoi compagni di scuola, di università, di portare la sua mamma a prendere un gelato o semplicemente, a fare una passeggiata per il centro storico o al mare.
    Quel mare che lui ama tanto guardare, quel mare che riesce a strappargli un sorriso, quel mare che lo calma e gli fa dimenticare le brutture umane.
    Matteo è ancora lì, alla finestra ad aspettare una buona nuova, aspetta che qualcuno gli dica finalmente “puoi continuare le tue cure nella tua città”, aspetta in silenzio in quel mondo sovraccarico di esperienze sensoriali difficili da gestire e che conosce solo lui.
    Ma la sua mamma non può e non vuole più attendere e continua ad urlare l’ingiustizia che vive il figlio e tanti altri bambini affetti dalla sindrome di Asperger che aspettano davanti a quella finestra, una buona notizia.
    Angela Villani non ha paura di affrontare i problemi ma non sopporta l’idea che qualcuno possa rendere infelice o ancor peggio, non considerare le necessità di chi ha davvero bisogno di cure vitali per riuscire col tempo “ad essere autonomo ed indipendente”.
    “Le parole giustizia e diritto, contengono il senso della Costituzione italiana, ma non sono rispettate, non sono concrete per chi non può difendersi con chi non ha voce in capitolo, con chi è messo ai margini – afferma mamma Angela – Lo è soprattutto, per i bambini autistici, come il mio Matteo, dimenticati dalla sanità reggina, dimenticati persino dalla legge che non ha il potere di garantire le cure. Una vergogna inaudita! La nostra sanità commissariata, con un Commissario ad acta, Saverio Cotticelli, al quale ho rivolto appelli rimasti senza risposta, non rispetta nemmeno un’ordinanza del Tribunale, un’ordinanza ignorata e, venendo meno a tutti i diritti di Matteo, si pone così al di sopra della legge, di un Tribunale. Questa non è un’ingiustizia? Quindi, Matteo non ha il diritto di curarsi? Cosa sarà il 2020 per mio figlio ma, soprattutto, come vivrà se non potrà fare le sue terapie quotidiane?”.
    Domande alle quali al momento non c’è una risposta. Di certo, per ora, c’è un tenero scricciolo seduto sul suo lettino, perso a guardare dalla sua cameretta i colori del cielo e il secondo giorno di un nuovo anno appena arrivato che non ha bisogno di litigi, rancore o guerre. Il futuro per ciascuno di noi, inizia oggi non domani.
    Chi ha la fortuna di guardare negli occhi Matteo legge la certezza che c’è ancora un tempo per amare e sperare in uomini migliori.