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    Rifiuti, Ratti (DemA): “Si eviti la crisi strutturale e sanitaria”

    Mentre tutti sono presi dalla frenesia per la composizione delle liste per le prossime regionali si sta consumando una crisi ambientale clamorosa che rischia davvero di mettere a repentaglio il territorio e la salute dei cittadini calabresi. Mentre nei prossimi giorni continueremo a sentire parlare di rifiuto come opportunità, di promesse ambientali e di cambiamento negli ATO regionali sta per scoppiare una bolla legata al conferimento della spazzatura che potrà avere ripercussioni molto gravi.

    La situazione è complessa a Vibo, dove nell’ultima seduta non si è riusciti a trovare una soluzione autonoma allo smaltimento dell’indifferenziato, che ancora ci si ostina a definire “rifiuto non pericoloso” nonostante sia ormai chiaro che non esistono rifiuti non pericolosi. A quanto pare la soluzione trovata è stata quella di chiedere l’autorizzazione a conferire nelle discariche di Catanzaro e Lamezia. Una scelta che va a sovraccaricare un impianto come quello di Alli che è già al collasso di suo e che ad agosto si era già fermato. Niente soluzioni dunque, solo la logora e stantia logica del cercare buche dove depositare rifiuti finché non sono piene per poi puntare ad allargamenti e altre devastazioni ambientali. Per l’organico invece a quanto si apprende da fonti giornalistiche è in atto un braccio di ferro fra ATO e azienda, braccio di ferro che potrebbe condurre a costi di smaltimento costosissimi. Perché i rifiuti sono sì un’opportunità, ma solo per i privati.

    Ancora peggio va nella provincia di Cosenza, dove la riunione dell’ATO è andata deserta ed è stata riconvocata per il 30 dicembre. Solo che, secondo quanto denunciato dalla CGIL, il 1 gennaio 2020 scade il contratto della ditta che gestisce la discarica di Bucita. L’azienda ha già fatto sapere che restituirà l’impianto, mandando a casa i lavoratori e lasciando un territorio enorme senza un luogo dove poter conferire.

    Anche a Reggio Calabria l’ultima riunione è andata deserta per mancanza del numero legale.

    Facciamo nostro l’appello del sindacato alla vigilanza e alla massima attenzione su una situazione che rischia di diventare davvero esplosiva. Al tempo stesso ci auguriamo che la situazione non diventi materia da campagna elettorale, perché di tutto c’è bisogno tranne che di passerelle o vuoti slogan mentre è a rischio la salute della popolazione e la salubrità dell’ambiente che ci circonda.

    Ciccio Ratti – Dipartimento Ambiente e Territorio DemA Calabria