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    Reggio Calabria – Presentato l’Osservatorio sul Federalismo fiscale

    di Grazia Candido – Fare chiarezza delineando un quadro certo sull’attuazione del “Federalismo fiscale e dell’autonomia differenziata”. Esperti del settore, questa mattina a Palazzo Zani, hanno spiegato come i comuni più ricchi del Nord si sono appropriati di buona parte delle risorse di quelli del Sud Italia e quali sono gli effetti dell’autonomia differenziata sul Mezzogiorno e su tutto il Paese.

    A soffermarsi su tali processi e su cosa cambierà, i professori Daniele Cananzi, Domenico Nicolò, Massimo Finocchiaro Castro, Vincenzo Nico D’Ascola e l’avvocato Corrado Mollica.
    “Ci poniamo un duplice obiettivo: da un lato approfondire il fenomeno del federalismo fiscale che è un tema particolarmente attuale ed importante, dall’altro ci costituiamo come punto da interpellare per avere informazioni, dati, studi – afferma il professore Cananzi – Purtroppo, oggi, il dibattito fa a meno di tenere in considerazione, di discutere, di partire da dati certi, scientifici e spesso, il discorso si avvita su se stesso parlando di temi senza sapere esattamente ciò di cui si sta discutendo. Un gruppo di studiosi di varie discipline si è unito per affrontare questo tema in modo da poter dare un contributo scientifico, fornire dati accreditati affinché anche nella società più vasta, lo stesso dibattito su queste tematiche, si possa sviluppare in termini più rigorosi e seri. Insomma, creare un dibattito politico, economico, sociale”.
    Secondo i relatori, è importante promuovere iniziative che consentano di ampliare la conoscenza dei diversi aspetti del processo in corso. Da qui, l’esigenza di creare un Osservatorio sul federalismo fiscale atto a fornire “chiare ed analitiche informazioni sulle conseguenze di una riforma che, se attuata, produrrà effetti da conoscere consapevolmente da parte dei cittadini”.
    “L’osservatorio deve essere considerato come un baluardo a difesa del territorio. L’importanza di questo istituto è dovuto al fatto che, sia il federalismo fiscale attualmente in funzione sia lo sviluppo dell’autonomia differenziata, incide notevolmente sulla comunità in particolar modo sulla comunità Meridionale d’Italia – continua l’avvocato Mollica – Questo perché le risorse pubbliche sono distribuite in maniera differenziata e sperequativa rispetto a quanto dovrebbe essere. C’è una differenza di circa 60 miliardi di euro di risorse pubbliche che vanno al Nord senza un motivo che sia giusto e di diritto. Per questo bisogna denunciare in maniera tale che il territorio e tutti noi che siamo contribuenti e paghiamo le nostre imposte, sappiamo cosa realmente accadrà. Le risorse non sono ripartire in maniera equa e corretta”.
    Si sofferma sui principi di uguaglianza e solidarietà sanciti in Costituzione l’avvocato D’Ascola che postilla: “Federalismo fiscale e autonomia differenziata sono anche delle sigle all’interno delle quali la gente difficilmente si orienta proprio perché vengono presentate senza una esatta e chiara distinzione tra i fenomeni ma, soprattutto, non c’è un’informazione corretta sulle conseguenze nel caso in cui si dovesse adottare un modello o l’altro o entrambi. Non c’è dubbio che il federalismo fiscale e l’autonomia differenziata costituiscono un volto attuale della questione meridionale nel senso che tale questione si riattualizza e assume le sembianze delle questioni che, in termini di maggiore incisività e attualità, si riflettono sulle condizioni economiche in particolare, sulle condizioni finanziarie del Mezzogiorno – conclude D’Ascola – E’ importante quindi, che i cittadini del Meridione siano informati sulle conseguenze possibili, probabili, certe dell’adozione di questi modelli perché non si dica che gli orientamenti politici conseguenti alla conoscenza di determinate iniziative che si intendono assumere sono rimaste sconosciute perché nessuno ha detto quali erano i rischi e a cosa si andava incontro nel caso dell’adozione”.