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Reggio Calabria – La storia della musica raccontata da un travolgente Red Canzian

di Grazia Candido (foto Aldo Antonio Fiorenza) – Chi nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno non è vissuto invano. E ieri sera, al teatro “Francesco Cilea” tanta era la luce donata da straordinari artisti che, per più di due ore, hanno cantato e suonato insieme per i meno fortunati di noi.

Il team di “Cuore Siulp”, evento organizzato dal Sindacato italiano dei lavoratori della Polizia, può ritenersi soddisfatto perché il live di Red Canzian non è stato solo uno spettacolo carico di arte ma di amore.
Amore che traspare dal cantante veneto e dalla sua band scesi in campo per la “Casa dell’Annunziata” e la Fondazione “Hospice Via delle Stelle” alle quali è stato devoluto l’intero incasso.
L’evento, presentato dalla giornalista Eva Giumbo, si è aperto con il toccante cortometraggio “Mio fratello immaginario”, realizzato dalla Segreteria provinciale e racconta la storia di uno dei tanti minori migranti che, giunto in questa città ed ospite attualmente presso la Casa dell’Annunziata, non nasconde le difficoltà dell’arrivo in una nuova terra ma nemmeno la bellezza dell’integrazione. Un documentario che porta la firma del segretario organizzativo provinciale Siulp Ferdinando Spagnolo e di Lorenzo Amadeo sensibili a mostrare in solo 15 minuti, quanto sia possibile abbracciare davvero e senza conflitti la lingua e la cultura italiana.
Una pagina toccante, molto umana di un ragazzo sedicenne, Mori, che dall’Eritrea “non ha ricordi della sua infanzia” perché a lui non è stato concesso di essere bambino, “di correre per giocare a pallone”. Mori correva per sopravvivere, per scansare le bombe.
Le sue parole sono pugni allo stomaco ma “Ognuno ha il suo racconto”. E così l’ex bassista dei Pooh ripercorre 50 anni di musica riassunti con il “Testimone del tempo tour” che prende il nome dall’ultimo suo successo discografico. Red si è cucito addosso il ruolo di traghettatore di un viaggio tra ricordi e parole di testi intramontabili ma questa volta, non ha messo da parte la sua grande passione, il rock and roll.
Attraverso canzoni, filmati e fotografie iconografiche, racconta la storia della musica che ha cambiato la sua vita e che, in fondo, ha anche cambiato il mondo.
Una carrellata di successi passati e presenti come “Tutti frutti”, “She loves you”, “Mi sono innamorato di te”, “Il cielo in una stanza”, “Blowin’ in the wind”, “California dreamin’”. Red lascia trasparire il suo amore incondizionato per il palco, per la musica, l’unione perfetta con i suoi musicisti, tutti bravissimi, e con sua figlia Chiara una forza della natura (suona l’armonica, le percussioni, fa i cori) incantevole nel brano “Your song”.
Il capitano è lui però, è Red che dirige la sua squadra creando un travolgente mix di musica e pezzi pop-rock per omaggiare The Mamas & the Papas, i Beatles, Bob Dylan, Pink Floyd, Elton John ed arrivare ai cantautori italiani come Tenco, Battisti, Paoli sino agli indimenticabili Pooh.
“Il palco è terapeutico, fa guarire da ogni malinconia e dolore e, soprattutto, dà un motivo valido per alzarsi dal letto, ogni mattina, e fare qualcosa di positivo – dice Red che nel pomeriggio ha voluto visitare ed abbracciare i malati e gli ospiti delle due strutture reggine – Sono due realtà importanti: una meravigliosa che accoglie i ragazzi che hanno in qualche modo ritrovato una loro famiglia, l’altra devastante per il dolore perché accoglie solo persone che hanno sei mesi di vita e qui, ogni parola è retorica. Però, meno male che ci sono queste strutture perché possono dare un aiuto a chi sta male. Io faccio ben poco, faccio solo il mio lavoro e se penso che da bambino avrei pagato pur di suonare, sono contento se quello che realizziamo stasera serve a qualcuno”.
E’ un lungo viaggio nella storia della musica nazionale ed internazionale nel quale Red rende partecipe tutti gli spettatori che lo seguono in ogni brano, cantano, lo travolgono con applausi.
E’ davvero difficile rimanere fermi alle poltrone: ci si vorrebbe alzare, urlare a squarciagola quelle canzoni come “Chi fermerà la musica”, un successo per il cantautore veneto che dimostra la sua giovinezza musicale e quel talento innato che ha da sempre conquistato il mondo.
“E’ un concerto karaoke dove tutti conoscono tutto e possono cantare le canzoni che ti ricordano qualcosa o ti riportano a qualcosa – aggiunge Red – Questo teatro è meraviglioso e dovremmo educare i ragazzi sin dalle elementari a venire affinchè capiscano che questi luoghi sono una forma di arte grande come lo è la musica e vanno rispettati. Quando chiudono un teatro è come se chiudessero una chiesa, è un atto sacrilego perché la musica e l’arte devono avere una casa. E casa mia è assolutamente il palco”.
Il sipario si chiude, le luci diventano fievoli ma quelle incredibili melodie continuano ad impregnare le pareti del “Cilea” e si armonizzano con i pensieri degli spettatori rivolti agli agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta caduti nell’adempimento del dovere a Trieste perché “un uomo non muore mai se c’è qualcuno che lo ricorda”.