• Home / CITTA / Reggio Calabria / Il 3 gennaio 2020 alla Biblioteca De Nava, il reggino Demetrio Marra presenta “Riproduzioni in scala”

    Il 3 gennaio 2020 alla Biblioteca De Nava, il reggino Demetrio Marra presenta “Riproduzioni in scala”

    Il CIS, Centro Internazionale Scrittori della Calabria, ha organizzato per il 3 gennaio 2020, alle h. 16:45 alla Biblioteca “De Nava”, la presentazione del libro “Riproduzioni in scala” (Interno Poesia, 2019) del reggino Demetrio Marra, classe 1995, alla sua prima pubblicazione. Introdurranno la dott.ssa Lorely Rosita Borruto, il prof. Ottavio Amaro; dialogherà con l’autore la prof.ssa Mila Lucisano. Qui l’evento Facebook per maggiori informazioni:

    https://www.facebook.com/events/2615472135210830/

     

    Il libro, con la prefazione dello scrittore e traduttore Flavio Santi, narra in versi la distanza tra Reggio Calabria, la città natale, e Pavia, la città d’adozione. Con un tono contemporaneamente arrabbiato e nostalgico, Marra si spende in una satira senza censure verso la corruzione di entrambe le città e di ciò che esse rappresentano. Non mancano testi lirici e introspettivi, a marcare il “dissidio”, con particolare attenzione ai mezzi e alle insidie della contemporaneità. La pubblicazione, avvenuta il 7 novembre 2019, è stata accompagnata da un tour di presentazione ancora in corso: Pavia, Milano, Roma, e col nuovo anno Padova, Grosseto, Pisa, Palermo. Il volume è disponibile su tutti gli e-commerce e nella maggior parte delle librerie fisiche. Qui il link al libro nel catalogo della casa editrice: https://internopoesialibri.com/libro/riproduzioni-in-scala/?fbclid=IwAR2nlqg5Xd4it3kb8h5CHcVK7SUfV0UZdq5KirBl9vvtU4CsGixulmijBfY

    L’autore ha esordito nel luglio 2018 con una silloge di poesie per il n. 90 di «Atelier», con prefazione di Andrea De Alberti. È stato poi incluso nell’antologia Poeti nati negli anni ’80 e ’90 (Interno Poesia, 2019) a cura di Giulia Martini, con tre testi e la prefazione di Riccardo Donati. Su «La Clessidra», a. XIII, n. 1-2, ha pubblicato il poemetto Tutto sopra le calabresi cose, in cui racconta dei terremoti che hanno devastato la Calabria, con particolare enfasi su quello del 1908. Recentemente, cinque suoi testi sono stati pubblicati nell’antologia Abitare la parola (Ladolfi Editore), a cura di Eleonora Rimolo e Giovanni Ibello. Sue poesie inedite sono comparse sui siti Poetarum Silva e Yawp. L’autore è stato intervistato da Irene Blundo per Uozzart e per “Il Tirreno”; un suo testo inedito è stato pubblicato su “Repubblica – Roma”, nella Bottega di poesia a cura di Gilda Policastro, nell’edizione del 24 novembre; è stato segnalato da Luca Mastrantonio su 7, l’allegato del Venerdì del “Corriere della Sera”, nell’edizione del 20 dicembre. Laureando a Pavia in Filologia Moderna su Luciano Bianciardi, collabora con la Treccani online, per cui ha già pubblicato articoli nella sezione “Lingua Italiana”. È vice-direttore della rivista “Birdmen Magazine”, di approfondimento sul Cinema, le Serie Tv e il Teatro.

    Di seguito, si allegano un testo e un estratto da La vita a Kansas City in anteprima:

     

    Lo svincolo di San Leo

     

    Sull’autostrada crescono ficarazzi
    come segnaletica complementare.
    Definiscono in profondità
    di campo la strada per le automobili
    distratte dalla linea orizzontale
    del mare.
    Oltre: barche che mietono
    la superficie: raccontare è un’azione, esatta
    -mente come

     

    La vita a Kansas City

     

    In un’ora e mezza con l’aereo
    a San Francisco. Oltre la linea
    omerica di Scilla e Cariddi l’atterraggio
    al Tito Minniti. Tutt’attorno senza
    lampioni i campi di calcio.

     

    L’edilizia si aggrappa sulla
    gola, ma in fondo da Gambarie
    non è così male. Lo schermo dei
    terrazzamenti divide la periferia
    dalla civiltà precoloniale.

    Dalle strade ci sono
    stati più terremoti che ricostruzioni. Montale
    non ha visto i veri sciacalli
    di Modena, le lanterne nel 1908
    cadute in terra hanno bruciato tutto.
    I primi a soccorrere furono i russi
    e gli inglesi.
    Fucilarono i carcerati
    tra le rovine.

     

    Al Museo i bronzi dànno
    le spalle al lungomare: (Morgana
    dice che i corpi riempiranno
    il ponte sullo Stretto). E sull’alto
    le palme sono piene
    di cemento, nei gazebo
    abusivi si serve l’aperitivo. Il sole
    acceca per volere degli
    incoronati solo il traffico.

     

    […]