Home / Primo piano / Autismo, la mamma di Matteo chiede aiuto al Presidente Mattarella e ai Ministri della Salute e della Giustizia

Autismo, la mamma di Matteo chiede aiuto al Presidente Mattarella e ai Ministri della Salute e della Giustizia

di Grazia Candido – Si avvicina il Santo Natale e per il piccolo Matteo, bimbo autistico di sei anni sarà probabilmente una festa senza luci, senza quello spiraglio di serenità che la sua mamma oramai da mesi chiede per il suo piccolo.
In quel giorno più atteso dell’anno in particolare dai bambini che aspettano con ansia di svegliarsi al mattino con i regali lasciati sotto l’albero da Babbo Natale, Angela Villani spera di trovare finalmente quella “lettera” che garantisca le cure mediche a suo figlio.

Una cosa è certa e la mamma del piccolo Matteo la sa: che sia Natale o qualsiasi altro giorno dell’anno, non si è mai soli se accanto ci sono persone che ti dimostrano che è festa ogni volta che sorridi ad un fratello e gli tendi la mano, è Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
Nelle sue parole cariche di amore per il figlio e tanta disperazione, la giovane mamma fa un altro tentativo per “scaldare” i cuori di quegli uomini che “devono aiutare Matteo accendendo la luce in quel buio dello spettro autistico che vive quotidianamente consentendogli di integrarsi nella società, in quella società così difficile e a volte, così crudele con la quale dovrà scontrarsi e superare tante avversità”.
“Si sta avvicinando il Natale e mentre la maggior parte della gente respira aria di festa, io ho un nodo alla gola e un gran senso di amarezza ed impotenza – scrive Angela – Sono passati mesi da un provvedimento d’urgenza ex. 700, con il quale il Tribunale di Reggio Calabria condanna l’Asp a provvedere alle cure riabilitative per il mio piccolo Matteo. Ebbene, non è cambiato nulla, nonostante tutti i solleciti fatti dal mio legale, nonostante le mie richieste civili, nulla se non false promesse e proposte di cura a 300 Km di distanza da Reggio, una proposta senza tener conto che un bimbo autistico di terzo livello, non può essere messo su una macchina per 3 ore andata e 3 ore di ritorno. Matteo con questi quotidiani viaggi, non sopporterebbe il carico emotivo e finirebbe per aggravare la sua condizione. Inoltre, il neuropsichiatra infantile specifica che le terapie devono essere fatte negli ambienti naturali in cui vive” – continua la mamma.
La sentenza è chiara, riportiamo fedelmente quanto stabilito dal giudice: “condanna l’azienda sanitaria di Reggio Calabria a provvedere, direttamente o indirettamente, in favore del minore ricorrente, Matto R., alla erogazione di 15 ore settimanali di terapia con metodo Aba, o, in subordine, a sostenere l’onere economico di tale terapia con conseguente diritto di rivalsa dei ricorrenti, e tanto fino a compimento del 12° anno di età”.
Nello sfogo accorato di Angela traspare il dolore di una mamma preoccupata per la salute del proprio figlio ma anche, la delusione verso quelle istituzioni che invece, dovrebbero tutelare i più bisognosi.
Il suo urlo disperato va ascoltato e, nonostante le battute d’arresto della sua vita che via via si consuma, questa riprende fuoco ogni volta che guarda lo sguardo del piccolo Matteo.
“Mentre tutto tace, il diritto alla salute, contenuto nella Costituzione Italiana art. 32, la legge art. 134 delle nuove Lea, l’ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria, non hanno valore e non riescono a tutelare mio figlio che ha sei anni – conclude Angela – Da mamma che non può rassegnarsi a vedere morire dentro il proprio bambino, faccio l’appello al Presidente della Repubblica, al Ministro della salute, al Ministro della giustizia. Se chiedere un diritto vuol dire chiedere troppo mi domando che senso abbia il valore della vita e della giustizia”.
Si dice che ci siano rimaste tre cose del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini.
Forse, è arrivato il momento di preservare i nostri bambini che portino il nome di Matteo o che si chiamino in altro modo.