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    Sacal, Dieni: “De Felice scomposto, pensi allo sviluppo degli scali”

    «Il suscettibile presidente degli aeroporti calabresi, come al solito, risponde in modo scomposto a chi osa avanzare critiche rispetto al suo operato al vertice di Sacal. Il fare poliziesco, tuttavia, si addice poco a un nominato dalla politica che deve dare risposte concrete ai cittadini, non imbellettare la sua immagine pubblica in vista di chissà quali candidature e incarichi». Lo afferma la deputata del Movimento 5 stelle Federica Dieni in merito alle ultime dichiarazioni di Arturo De Felice.
    «De Felice – continua la portavoce alla Camera – dovrebbe ben sapere che mi interesso di mobilità aerea e degli scali calabresi da molti anni, con un maggiore impegno a partire dalla mia elezione in Parlamento, che risale al 2013. I cittadini liberi da pregiudizi interessati riconoscono le mie lotte per l’aeroporto di Reggio, di molto precedenti all’ascesa dello stesso De Felice, arrivato – non si sa per quali “meriti” – a gestire la società unica regionale senza avere alcuna competenza in materia. Per quel che mi riguarda, ho denunciato pubblicamente quanto avveniva nella vecchia società che gestiva il “Tito Minniti”, indicando tutte le responsabilità del centrodestra nel declino dello scalo».
    «In questo momento – sottolinea Dieni –, in cabina di regia c’è però il fortunato De Felice; ed è dunque a lui che devo chiedere conto, se ne faccia una ragione. Se il presidente di Sacal non è in grado di gestire i tre scali calabresi; se non sa come fare a incrementare i voli, soprattutto a Reggio e Crotone; se la sua priorità è la propria carriera politica e non il buon funzionamento del sistema aeroportuale, ebbene, si dimetta e si dedichi anima e corpo a coltivare i suoi tanti rapporti istituzionali».
    «Gli aeroporti di Reggio, Lamezia e Crotone – aggiunge la parlamentare – non possono permettersi il lusso di pagare un presidente in altre faccende affaccendato. Se invece De Felice ha intenzione di continuare il suo lavoro in Sacal (magari perché nessuno vorrà infine candidarlo), allora si concentri e prenda nota di alcuni consigli: dedichi gran parte della sua giornata lavorativa all’incremento dei voli, unica condizione per salvare gli scali; spenda meglio e con più oculatezza i tanti soldi che il governo ha di recente destinato all’Aeroporto dello Stretto; trovi il modo di rendere attraente l’intero sistema aeroportuale, in modo da attirare altre compagnie aeree e da inaugurare nuove tratte; intensifichi i contatti con le istituzioni siciliane al fine di “avvicinare” sempre più il bacino di Messina alla Calabria e a Reggio in particolare».
    «Sono, se vogliamo – conclude Dieni –, consigli quasi banali, la cui riproposizione si rende tuttavia necessaria a causa dell’inerzia di De Felice, il quale, anziché pretendere soluzioni dai parlamentari della Repubblica (che hanno altri compiti e funzioni), dovrebbe rimboccarsi le maniche e onorare il suo ruolo».