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    Reggio Calabria – Un travolgente Siani strega il teatro “Cilea” con la sua lezione di felicità

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Un intro musicale con le immagini del film “Benvenuti al Sud” fa capire subito che non sarà una serata come tutte le altre e il calore del pubblico del teatro “Cilea” gremito sino al loggione, è la certezza che la città ha gradito la scelta della “Polis Cultura” di Lillo Chilà di concludere la XXXIV edizione del festival “Catonateatro” con due grandi eventi, il partenopeo Alessandro Siani e l’ultimo spettacolo “Ho perso il filo” dell’attrice Angela Finocchiaro in scena il 13 dicembre.

    “Finalmente sò arrivato, pensate non ho trovato un posto e mi sono dovuto esibire per averne uno – inizia così il comico napoletano incassando il suo primo applauso – C’è posto lì sopra? (alza lo sguardo verso il terzo livello). Immagino ci sia un altro clima lì e so pure cosa state pensando: “Se questo non mi fa ridere, lo vado a prendere sino a Napoli. Questa sera divertiamoci, già i guai sono tanti per questo ho voluto chiamare lo show “Felicità tour” perché un po’ di felicità dobbiamo portarla. A toglierci il sorriso ci pensano le bollette ed Equitalia. La felicità è un momento raro che non va perso. Io ho iniziato questa carriera facendo tanta gavetta, tanto sudore e sopportando tanta puzza di sudore. Pensate che il primo locale dove mi sono esibito, si chiamava Anestesia, anestesia locale”.
    Alessandro si confronta con il pubblico coinvolgendo il parterre ma anche i palchetti perché “tutti devono far parte di quel momento di serenità” e di grande spettacolo.
    In platea, ci sono anche molti napoletani, “gente del suo paese” e lui stesso, quando una signora omette la città natale, ironizza con la frase “siamo un popolo unito e omertoso e ci vogliamo tanto bene”.
    Gli applausi e le risate sono continui tant’è che quasi imbarazzato, Alessandro augura “per ogni applauso che fate, devono entrarvi almeno 1.000 euro”.
    E’ un confronto diretto quello col pubblico, è un racconto divertente ma anche malinconico in cui Alessandro non è da solo: ad accompagnarlo, il maestro e compositore Umberto Scipione che, con la sua “Band Land” dal vivo suona e segna le tappe cinematografiche della carriera dell’attore, compiendo un excursus che parte da “Benvenuti al Sud” per poi passare a “Il Principe Abusivo” e “Si Accettano Miracoli” sino a “Mister Felicità”.
    E i monologhi raccontano proprio il dietro le quinte di queste pellicole, l’opportunità per poter parlare delle differenze tra Nord e Sud, tra ricchi e poveri, di sviscerare quelle che si propongono come le nuove tendenze religiose, i tic e le manie di una società divisa tra ottimisti e pessimisti, tra disperati di professione e sognatori disoccupati.
    Ogni racconto strappa tanti sorrisi e Alessandro gioca su questo perché sa che ridere è parte indispensabile del nostro benessere fisico.
    Si sofferma sulle differenze tra Nord e Sud, la freddezza settentrionale e la passionalità meridionale per poi fare un tuffo nei problemi quotidiani in cui versa il mondo del lavoro e i cambiamenti che il Governo ha effettuato: “hanno alzato talmente tanto l’età pensionabile che per andare in pensione, non ci vuole la terza età ma la reincarnazione” alleggerendo il tutto con i litigi di coppia ai tempi dei social e le contraddizioni della società. Parla anche di politica, di quella “sana” superficialità ma così tanto per “rilassarci un po’” – continua a scherzare con il suo pubblico – e della sua amata città: “A Napoli non siamo come al Nord o in Svizzera: siamo conosciuti non per le banche ma per le bancarelle”.
    Due ore di show, di monologhi conditi da sketch irresistibili per sfatare e dissacrare i luoghi comuni che riguardano un po’ tutti noi e per spronarci anche a non sottovalutare l’importanza di stare bene e di divertirsi insieme perché “la felicità è il non sentire il bisogno di essere felici” ma quando la viviamo, comprendiamo che se “si è da soli la felicità dura poco, ma se condivisa dura nu’ poco e chiu’”.