• Home / In evidenza / Reggio Calabria – Suoni, luci e colori invadono il Palacalafiore e il protagonista è di nuovo lui: Mengoni

    Reggio Calabria – Suoni, luci e colori invadono il Palacalafiore e il protagonista è di nuovo lui: Mengoni

    di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Un concerto senza limiti tra suoni, luci e colori. E’ ritornato ieri sera, dopo tre anni al PalaCalafiore, Marco Mengoni per regalare a Reggio Calabria un travolgente “Atlantico on tour”.

    Prima del concerto, organizzato dalla Esse Concerti srl, il cantante di Ronciglione incontra un gruppo di fan e solo per gli “eletti” dona tre canzoni scambiando quattro chiacchiere prima della grande festa.
    Alle 21,10, calano le luci sul palazzetto e un forte boato segna l’inizio di un lungo viaggio musicale con un Marco elegantissimo, in vestito bianco che, da solo sul palco, apre con “Muhammad Ali” mentre sul video wall in caratteri cubitali si impone la scritta “Siamo tutti Muhammad Ali”.
    Con “Voglio” cade il velo grigio che copre musicisti e coriste e si inizia a capire la struttura del live minuziosamente studiato da Mengoni.
    “Non è retorica ma grazie mille per aver scelto di passare la serata con me. Ragazzi sono due ore quindi, chi già si è stufato dopo i primi due pezzi, se ne può andare adesso o mai più perché da qui non si esce – rompe il ghiaccio Marco puntando lo sguardo su uno striscione con su scritto “La Calabria ti stava aspettando” – Avete ragione, anche io aspettavo questo ritorno. Voi siete qui per noi e noi siamo qui, assolutamente, per voi. Essere sul palco e venire ad un concerto significa condividere e la condivisione di questa sera sarà farvi uscire con una faccia diversa da quella con la quale siete entrati. Spero, che vi divertiate e, allora, buon concerto. Fate quello che volete, sentitevi liberi di baciarvi, abbracciarvi, ballare, saltare, cantare. Questa sera è vostra”.
    Il parterre si colora di luci di telefonini alzati a riprendere ogni momento, ogni canzone, ogni singolo monologo del cantante che regala un’emozione straordinaria con “Ti ho voluto bene veramente” e “In un giorno qualunque”.
    Il concerto si snoda in tre parti, sembra di assistere a tre diversi show in un unico live che si evolve prendendo direzioni inaspettate ma sempre coinvolgenti.
    Se all’inizio prevale il bianco e nero ad evidenziare anche la linearità del palco, nella seconda parte i colori invadono la scena sino ad arrivare alla totalità dello show del terzo blocco dove Marco entra a far parte di quel gioco di luci diventando il bagliore più bello.
    La sua forza è inarrestabile, coinvolge chi è sotto il palco ma si rivolge spesso anche agli spalti perché “nessuno deve essere lasciato fuori da questa festa”.
    E dimostra di essere “Pronto a correre”, di volersi divertire ma anche di voler riflettere col monologo “Sei tutto” dove sono le parole “Sei fatto per il 60 per cento di acqua, per il 30 dalle persone che ami e per 10 di quello che ti manca” a farci capire “La ragione del mondo”, uno dei brani più emozionanti di “Atlantico”.
    La bellezza di questo concerto è la presenza costante dell’amore e anche se ai giorni nostri parlarne rende impopolari, perché va più di moda diffondere l’odio, Marco sceglie sempre e comunque, di cantare questo sentimento e invita a riflettere sul cambiamento, su un mondo che ha perso la direzione e come diceva lo scienziato James Dewar: “La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre”, il punto di partenza di tutto e, allo stesso tempo, l’unica soluzione per sopravvivere.
    “Le parole sono importanti – dice Marco guardano i ragazzi accalcati sotto il palco – I monologhi sono uno spunto di riflessione per tutte le persone che mi seguono, ma anche e soprattutto per me stesso. Corriamo sempre e credo sia importante di tanto in tanto, fermarsi e guardare il mondo che ci circonda”.
    Il palazzetto “esplode” nel finale con i brani “Hola”, “Esseri umani”, “L’essenziale”, “Io ti aspetto”, “Duemila volte” ma il “Guerriero” Mengoni non può che avere un ultimo pensiero per gli eroi moderni, per coloro che celebrano quella parte della nostra anima che è più forte di qualsiasi circostanza avversa, sia quest’ultima rappresentata dalle sfortune della vita che da persone che cercano di osteggiare la propria realizzazione personale o quella degli altri.
    Ed uno che ha lottato sino alla fine, un vero guerriero della vita, è stato il reggino Nino Mafrica, responsabile della Viper Security & Pandolfi Investigazioni, recentemente scomparso dopo una lunga malattia, ricordato dai suoi ragazzi a fine serata e ai quali è andato l’applauso finale degli spettatori per il servizio impeccabile che hanno ancora una volta fornito ma anche, per aver portato in una grande festa della musica un pizzico di quell’amore, determinazione e coraggio di un figlio di Reggio la cui luce nemmeno il buio della morte è riuscita ad oscurare.