• Home / Primo piano / Reggio Calabria – Sit-in dei Vigili del Fuoco: “Non chiediamo privilegi ma diritti”

    Reggio Calabria – Sit-in dei Vigili del Fuoco: “Non chiediamo privilegi ma diritti”

    di Grazia Candido – Ancora i loro volti sono segnati dal dolore per la scomparsa dei tre colleghi morti ad Alessandria dove ha perso la vita il giovane reggino Antonino Candido, ma i Vigili del Fuoco anche per chi adesso non c’è più, sono scesi in piazza per manifestare e sollecitare lo Stato a concedere al Corpo maggiore tutela e garanzie.

    E in concomitanza con tutte le piazze italiane, anche a Reggio Calabria di fronte la Prefettura, una delegazione della Cgil, Cisl e Uil Vigili del Fuoco ha aderito al sit-in per denunciare ancora una volta, le problematiche che coinvolgono il personale chiamato, quotidianamente, a garantire un servizio di sicurezza alla comunità.
    Nelle parole di alcuni Vigili del fuoco trapela il rammarico misto ad un forte amore per un lavoro desiderato ed onorato ogni giorno perché “la gente ha fiducia di noi e non possiamo né vogliamo deluderla”.
    “L’iniziativa – spiega il segretario Cgil Francesco Callea – è scaturita dalla vertenza unitaria dello scorso mese di Giugno con cui abbiamo rappresentato al Governo le problematiche che coinvolgono i Vigili del fuoco e mi riferisco alla valorizzazione effettiva dal punto di vista retributivo e previdenziale del lavoro, alla tutela e alla garanzia degli infortuni e delle malattie professionali tipiche del lavoro dei Vigili del Fuoco (Inail), al riconoscimento reale della specificità e dell’alta professionalità dei Vigili e alle risorse adeguate per il rinnovo del contratto di lavoro. I politici non ci hanno mai ascoltato e sono anni che chiediamo aiuto al Governo. I nostri stipendi sono i più bassi in Europa e anche i più bassi rispetto agli altri corpi dello Stato. Eppure, siamo sempre in prima linea, in ogni emergenza o calamità naturale, il nostro Corpo è sempre presente e sappiamo bene che, in ogni interevento, potremmo non tornare più a casa dai nostri cari come è successo ad Antonino, Marco e Matteo”.
    All’unisono, in quella protesta simbolica, i Vigili del fuoco scesi a Piazza Italia chiedono maggiori garanzie per poter operare meglio, in sicurezza e anche, il potenziamento degli organici del Corpo nazionale. Ma soprattutto, vogliono che lo Stato ascolti quelle richieste legittime, sacrosante di tutti i Vigili del Fuoco d’Italia.
    “E’ impensabile che un Vigile del fuoco non abbia alcuna previdenza sociale se si fa male durante un intervento – tuona Callea – Noi insegnano la sicurezza agli altri e poi, rimaniamo noi stessi scoperti e privi di sicurezza”.
    A rincarare la dose ci pensa il segretario territoriale della Fns Cisl Antonino Stilo che chiede al “Governo di smetterla di prendere in giro centinaia di famiglie e che venga riconosciuta la specificità del nostro lavoro. Vogliamo l’equiparazione retributiva e previdenziale come le altre forze dello Stato. I Vigili del fuoco rischiano la vita ogni giorno per salvare quella degli altri, non chiedono privilegi ma diritti”.