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    Operazione “Magma”, Bombardieri: “Sgominato un clan dinamico con operatività a tutto campo”

    di Grazia Candido – Destrutturata completamente la cosca di ‘ndrangheta riconducibile ai Bellocco di Rosarno operante nella piana di Gioia Tauro, in Emilia Romagna, Lazio e Lombardia. Presso il comando provinciale della Guardia di Finanza questa mattina, è il Procuratore Capo Giovanni Bombardieri a ricostruire l’importante e complessa operazione “Magma” che prende le mosse dalla precedente indagine “Rio De Janeiro”, nel 2016 condotta sempre dal G.O.A. della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e concernente il sequestro di un ingente quantitativo di cocaina pari a circa 385 chilogrammi, e che ha portato al fermo di 45 persone (36 in carcere, 9 ai domiciliari).

    In primis, emerge la sinergia tra la Gdf di Reggio Calabria e la Gendarmeria Argentina, grazie alla quale è stato possibile accertare che proprio a Buenos Aires l’associazione criminale calabrese poteva contare sulla collaborazione di alcuni “colletti bianchi” italo-argentini, disposti ad agevolare la pianificazione degli illeciti traffici e l’importazione di ingenti quantitativi di cocaina.
    “Una indagine importante, esemplare che ci ha confortato sulle nostre ipotesi investigative mettendo in luce la piena operatività della cosca Bellocco nei rami riferibili a Mario Bellocco e al figlio Domenico (classe ‘76) e ai figli di Bellocco Carmelo – afferma il procuratore Bombardieri che loda più volte il lavoro encomiabile dei ragazzi della Gdf che non si sono mai risparmiati snodando il capillare controllo del clan che aveva accordi con le cosche dei Pesce di Rosarno, dei Gallace ad Anzio e dei Morabito di Africo – Abbiamo accertato l’operatività di una cosca che ha radici in Calabria e che, però, ha proiezioni operative nel Lazio, in Toscana, in Lombardia anche se, le decisioni più importanti, le pianificazioni delle attività illecite avvenivano a Rosarno con viaggi da noi monitorati e che vedevano questi soggetti in altre parti del territorio italiano ed internazionale per incontri con i capi dell’organizzazione. La cosca che ha mantenuto dei risultati in collegamento con altre cosche di pari livello, ha dimostrato ancora una volta, la capacità ‘ndranghetista che dà le dimensioni di questo fenomeno criminale”.
    Il procuratore Capo nel delineare le attività pianificate in Sud America non può che rilevare “la presenza di sodali in quei territori che ha consentito alla cosca di venire a conoscenza di attività là svolte nonché di comprendere le dinamiche e le relazioni di quei soggetti non solo con la cosca Bellocco ma anche, con la cosca Morabito”.
    “Una dinamicità di proiezioni di questo clan che ha l’operatività a tutto campo – conclude Bombardieri – La cosca di ‘ndrangheta pur avendo un core business legato al narcotraffico spazia in tutte le attività che possono offrire occasioni di guadagno e da un attento monitoraggio, abbiamo una serie di conversazioni in cui uno di questi esponenti cercava di trovare al Nord una azienda che fosse compiacente e partecipasse al Sud presso il comune di Rosarno per la raccolta dei rifiuti. Nella conversazione, abbiamo accertato la consapevolezza degli interlocutori che sapevano che era inutile riferirsi a cosche del territorio troppo monitorate e, quindi, era necessario servirsi fuori per non avere problemi”.
    Ha “avuto la fortuna di vedere nascere questa operazione” seguendola sin dall’inizio il Procuratore Aggiunto Gaetano Calogero Paci impressionato per “la stupefacente capacità della ‘ndrangheta di porsi come elemento attivo sul territorio nazionale ed internazionale operando su diversi versanti non solo del traffico di stupefacenti ma facendo accrescere il proprio appeal con altre azioni criminali”.
    “E’ indicativo un dialogo di Francesco Corrao, un esponente delle giovani generazioni dei Bellocco, che dice: “Al nostro interno dobbiamo menare sul collo mentre all’esterno, con il popolo dobbiamo essere aperti, far capire che siamo dalla loro parte”. Frasi che ci fanno comprendere come la ’ndrangheta sia un interlocutore sociale che ha una credibilità, una autorevolezza” – continua Paci.
    Ma “la cosa più sconcertante” per il Procuratore aggiunto è “che Loprete riceve il mandato di trovare nel Nord Italia una società capace di gestire i rifiuti nella comunità di Rosarno”.
    “Gli imprenditori del Nord fanno a gara per venire al Sud e uno di questi soggetti interpellato da Loprete chiede ulteriori delucidazioni ma Loprete lo rassicura. Questa è lungimiranza, capacità di gestione con l’amministrazione pubblica e con chi deve assicurare trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche – conclude Paci – La vicenda di Rocco Morabito è di una gravità straordinaria: l’emissario in Sud America della cosca Bellocco di Rosarno si sarebbe prodigato per far arrivare in Uruguay 50 mila euro, finalizzati alla scarcerazione del boss. La chiamata a raccolta non solo delle cosche della tirrenica ma anche della jonica per sostenere tale progetto malavitoso, è davvero impressionante”.
    A mettere in evidenza le fasi di un lavoro certosino, ci pensano il Comandante Regionale Calabria della Guardia di Finanza – Generale di Divisione Fabio Contini, il Comandante Provinciale Flavio Urbani e il generale Alessandro Barbera, comandante del Servizio Centrale d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata che si sofferma anche “sull’entità territoriale di una cosca ramificata nell’area Sud di Roma”.
    “Il merito di questa operazione va ai nostri ragazzi moltissimi dei quali calabresi e al coordinamento e direzione di una Procura specializzata che non ci fa mai mancare niente e questa operatività non è presente in tutta Italia – ci tiene a sottolinearlo il generale Contini – Non posso e non voglio mitigare il supporto del G.I.C.O, del G.O. A e dello S.C.I.C.O grazie al quale abbiamo raggiunto un ottimo risultato che vanta una sinergica collaborazione delle forze dello Stato. Dalle indagini sono emerse le alleanze tra cosche diverse per investimenti sul territorio nazionale ed internazionale ma anche, la capacità di malavitosi di relazionarsi con soggetti appartenenti ad altre cosche”.