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    Mimmo Lucano a processo: “Se io sono colpevole, anche lo Stato lo è”

    “Mi hanno utilizzato e poi mi hanno messo sotto processo”. È quanto, ha detto l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano nel corso della dichiarazione spontanea che ha rilasciato al processo “Xenia” dove è sotto processo insieme ad altri 25 imputati per associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina sulla gestione dei progetti di accoglienza agli immigrati.

    «Sono stato utilizzato dallo Stato – ha riferito in aula – Prima mi hanno chiamato per chiedere disponibilità ad ospitare gli immigrati, poi mi hanno messo sotto processo. Se avessi detto no alle richiesta di aiuto, probabilmente adesso non mi troverei qui a difendermi da queste accuse».

    «Credo di essere stato un buon sindaco – ha affermato – avrei potuto candidarmi alle elezioni europee come capolista in tutti i collegi, ma ho rinunciato, proprio perché non nutrivo alcuna ambizione politica, né mi interessava entrare in minoranza nel consiglio comunale. Ho sempre lavorato e agito per un ideale. Il modello Riace era un’occasione per creare economia in un contesto di povertà e difficoltà, e gli stessi rifugiati erano soggetti attivi di questa economia positiva»