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    “Mammamiabella”, partitura perfetta che conquista Reggio Calabria. Perrotta, Olla, Pellegrino sommersi dagli applausi

    di Grazia Candido (foto Gianni Siclari) – Le lancette dell’orologio marchiano l’inizio di una storia vera edulcorata da un “acquario” di colori, luci e musica di una delle commedie più coinvolgenti e ben strutturata, “Mammamiabella”, una partitura perfetta per la regia di Elena Sofia Ricci e che mette in scena gli strepitosi interpreti Federico Perrotta, Valentina Olla e Sabrina Pellegrino (che ha anche scritto il testo) alle prese con la nascita del primo figlio.

    Applausi e tante risate ieri sera al teatro “Francesco Cilea”, secondo appuntamento della stagione dell’Officina dell’Arte di Peppe Piromalli che sceglie di affrontare e, quindi, anche svelare tutto ciò che si nasconde su uno dei temi più cari alle donne, la gravidanza.
    In un turbinio di emozioni, nevrosi e momenti di ilarità, si parte da quel test con doppia linea rossa e l’attesa di quei “dieci minuti più lunghi della tua vita” che, però, non viene descritta come un evento idilliaco da fiaba come spesso se ne sente parlare, ma in maniera vera e dissacrante.
    Ecco che ne vengono fuori gli aspetti più “spaventosi” e buffi di apprendisti genitori preoccupati, lei dei 30 chili in più e lui con le sue repressioni che vorrebbe indietro la tigre del sesso che aveva conosciuto, sino ad arrivare alle intromissioni ed ai confusionari consigli di suoceri, parenti, ginecologi un po’ strambi e di uno straordinario amico gay.
    Sul palco, spicca il fenomeno Federico Perrotta, un vero mattatore, che interpreta 12 personaggi, compresa una esilarante suocera, ma anche la complicità con le due protagoniste Valentina Olla (donna in carriera impegnata a far spazio nel suo armadio per la nuova vita che arriva) e Sabrina Pellegrino, un buon “soldato” pronto a sacrificarsi per l’arte e per il teatro, anche lei immersa nei suoi molteplici personaggi.
    Tra i pannelli in stile premaman su cui riflettono delle bellissime luci, entrano ed escono tre talentuosi musicisti (Peppe Russo, Alex Bascelli e Alessio Renzopaoli) che, vestiti per l’occasione da pulcino, scimmietta e orsacchiotto, accompagnano le vicende dei protagonisti con divertenti incursioni.
    Federico e Valentina mostrano in scena il loro affiatamento, quella complicità costruita nel tempo e che li ha uniti realmente nella vita ma anche, quella sana leggerezza di una coppia che, diventata genitore, ora spia dal buco della serratura quell’evento, la nascita di un figlio, che spaventa, che si attende con ansia e, soprattutto, che ti cambia radicalmente la vita.
    All’attrice Olla va dato un grande merito: aver messo alla berlina tutte le follie ormonali della donna in gravidanza, l’ira, la depressione, le voglie, l’ansia, un arcobaleno di stati emotivi interpretati in chiave comica e scanditi da pezzi cantati, con testi ironici e splendide musiche del maestro Stefano Mainetti.
    Non è semplice in una commedia interpretare vari ruoli, vestirsi e svestirsi calandosi in breve tempo in diversi personaggi come hanno fatto Federico (dal suocero pigro e annoiato, all’amico gay alla nonna che più di tutti ha scatenato le risate del pubblico) e Sabrina nei panni della mamma di lei e delle varie tipologie di ginecologi, ma la bravura di questi attori sta proprio nella loro versatilità e in quella verve comica che ha alleggerito anche le brutture di una gravidanza come la previdenza sociale.
    Nella commedia nulla è improvvisato, tutto è studiato nei minimi particolari come anche la scelta di proiettare alla fine un video in cui diverse mamme e non, (cinque attrici di altissimo livello Paola Minaccioni, Irene Ferri, Serena Rossi, Monica Nappo, Antonietta Bello) raccontano la loro idea di maternità: quella che non riusciva ad avere figli e che ha fatto della maternità una vera ossessione, tanto da non apprezzare più nulla di quello che la vita le aveva offerto portandola persino a separarsi con il marito; quella che non ne voleva proprio sentire di diventare mamma perché non sentiva questa vocazione; quella che dopo diversi tentativi andati male ha deciso di adottare il suo bambino trovando la sua felicità e donandola anche ad un altro essere umano. Parole che fanno riflettere e che ci impongono ad ascoltare la voce della nostra natura e del nostro cuore senza pregiudizi, senza paura di dover fare una cosa perché già l’hanno fatto gli altri o ancora peggio, per fare contenti gli altri. Diventare mamma è una scelta, è un atto d’amore come lo è anche non diventarlo.
    Un amore che si coglie anche nelle parole che si sentono in sottofondo “Dio fai che sia sano” sussurrate da Elena Sofia Ricci una volta arrivato l’esito dell’ecografia e che ci fa capire il valore della gravidanza, un processo che, se voluto, invita a cedere, ad abbandonarti per sempre alla forza invisibile che si nasconde nella vita.