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    Consegnate pettorine realizzate dalle detenute della Casa Circondariale “S.Pietro” Reggio Calabria

    “Si è tenuta nei giorni scorsi, presso la Corte d’Appello di Reggio Calabria, l’iniziativa promossa dalla corrente di magistratura di Area Democratica per la Giustizia, dalla CVX (Comunità di vita Cristiana) e dal Garante regionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, con l’imprescindibile supporto della Direzione e dell’Area Pedagogica del carcere di “S.Pietro” e che ha registrato il corale coinvolgimento del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria, relativa alla consegna delle pettorine, la cosiddetta “pazienza”, indossate quotidianamente nelle aule di Giustizia da Magistrati e Avvocati, insieme alle rispettive toghe. La particolarità dell’iniziativa è che le pettorine, in questo caso, non provengono da appositi negozi specializzati, ma sono state realizzate da una speciale sartoria allestita presso la sezione femminile del carcere di “S.Pietro” e, dunque, sono il prodotto del lavoro, meticolosamente, portato a termine dalle detenute che in carcere si trovano ristrette. Il dott. Domenico Santoro, Magistrato oramai di lungo corso del distretto reggino, si è detto davvero entusiasta per l’iniziativa coralmente promossa, evidenziando che sarà davvero significativo “indossare nell’esercizio della giurisdizione, avvocati e magistrati, le identiche pettorine, provenienti dallo stesso luogo, il carcere: ci sentiremo tutti più responsabili del nostro rispettivo ruolo”, ha detto. Significativa anche la proposta del Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, Rosario Infantino, che nello “sposare” appieno l’iniziativa, ha annunciato che proporrà nella prossima riunione di Consiglio l’acquisto di un cospicuo numero di pettorine da consegnare ai nuovi avvocati che presteranno il rituale giuramento professionale”. A fornire i dettagli dell’attività di cucito delle detenute ci hanno pensato i referenti della CVX, Giuseppe Licordari e le volontarie Anna e Giovanna che hanno materialmente supportato le donne detenute nell’attività di confezionamento delle pettorine. “Le
    detenute hanno lavorato con alacrità ed entusiasmo chiedendo di continuo se i giudici e gli avvocati apprezzassero il loro lavoro: si sono sentite utili”, hanno ribadito all’unisono i referenti della comunità di vita cristiana di Reggio Calabria. “Sentirsi utili, sentirsi apprezzate, per chi magari porta su di sé il fardello insostenibile di un irreperibile male commesso o di una vita che pare irreversibilmente pregiudicata, restituisce autentica speranza, contro ogni speranza”, ha detto il Garante regionale dei detenuti, Agostino Siviglia. Ora, tutti gli attori coinvolti nell’iniziativa, auspicano che il progetto possa ampliarsi e già si pensa alla confezione di appositi manufatti di cucito per le prossime festività natalizie. Le donne detenute hanno già espresso il loro desiderio di continuare questa attività lavorativa, che non solo le occupa dentro il carcere nelle lunghe giornate di detenzione, ma che consente loro, soprattutto, di “restituire” qualcosa di buono agli altri ed alle loro stesse esistenze, oltre che a quelle dei propri familiari. Nonostante tutto, senza mai dimenticare le vittime dei reati, che devono rimanere al centro di ogni azione di giustizia, la tutela della dignità della persona umana e dei suoi diritti costituzionalmente garantiti, pare disvelare ancora una volta, a ben riflettere, “che c’è più potenza e perfezione nel trarre il bene dal male che nell’impedire al male di esistere”.
    Agostino Siviglia