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    Antonella Del Core: “Cara Anza, la tua gioia e la tua risata riscaldano ancora il cuore”

    Ad un anno dalla prematura scomparsa, l’ex pallavolista  ricorda l’amica e compagna di squadra in Nazionale, Sara Anzanello

    “Se chiudo gli occhi posso ancora vederti, mentre salti ed esulti dopo un muro, mentre con la tua risata, che purtroppo non possiamo più ascoltare, contagi chiunque ti circondi”. Queste parole sono di Antonella Del Core e sono dedicate alla sua amica e compagna di squadra nella nazionale di Volley femminile, Sara Anzanello, che amava farsi chiamare Anza, prematuramente scomparsa esattamente un anno fa. Aveva solo 38 anni quando un linfoma l’ha costretta ad un ricovero al Niguarda di Milano. Ultima sfida di una vita vissuta fino in fondo con gioia e tenacia.

    Cresciute a pane e pallavolo, insieme fin dall’età in cui le amicizie, quando nascono davvero, sono destinate a durare nel tempo, Sara Anzanello e Antonella Del Core, veneta la prima e campana e calabrese d’adozione la seconda, sono sempre rimaste vicine, dentro e fuori dal campo di Volley, nonostante militassero in club diversi e si ritrovassero insieme solo in Nazionale. Conclusa la carriera agonistica, il loro ultimo incontro era avvenuto nel 2017, in occasione del progetto Coni “La nuova stagione”, dedicato all’inserimento lavorativo di atleti e atlete al termine della loro attività agonistica. Entrambe avevano scelto Impiantistica sportiva come indirizzo.

    Quella tra Antonella e Anza è stata proprio una di quelle amicizie autentiche e durature, nata sotto rete all’età di 17 anni, vestendo la maglia azzurra in occasione del Mondiale pre Juniores che valse all’Italia la medaglia di Bronzo. In quegli anni Anza aveva iniziato la sua avventura in Nazionale, accanto ad Antonella: entrambe classe 80, la loro amicizia sarebbe durata fino alla fine, arrivata per Sara davvero troppo presto.

    Ripercorrere la storia sportiva che Antonella e Anza hanno condiviso equivale non solo a richiamare i successi della Nazionale di Volley femminile nel mondo ma anche a rivivere la storia di un legame che neppure la morte prematura è stata capace di intaccare.
    Ogni partita e ogni competizione erano occasioni per stare in stanza insieme, condividere una grande passione, ritrovarsi e confidarsi. L’Oro agli Europei Juniores nel 1998 e alla World Cup in Giappone nel 2007, vinta anche nel 2011 ultimo anno in Nazionale per Sara, e l’Argento agli Europei in Croazia nel 2005 sono state alcune delle tappe condivise. Oggi il ricordo di Anza è ancora vivo e sorprendentemente gioioso.

    “Nessuna parola sarà abbastanza per te, Anza, che hai attraversato ‘quella porta’ con grande dignità e coraggio. Oggi – dichiara Antonella Del Core, immaginando di parlare ancora con lei – noi continuiamo a sentirci legati a te. Sono tanti i ricordi che condividiamo, tante quelle piccole cose che ancora ci fanno sorridere come la tua passione per gli Articolo 31. Alla fine di quell’estate del 1997, in cui ci eravamo conosciute e avevamo vinto la medaglia di Bronzo ai Mondiali pre Juniores in Thailandia, tutte conoscevamo le loro canzoni a memoria. L’anno dopo, il 1998, ci ritrovammo ancora nell’esperienza d’esordio del Club Italia a Ravenna, dove avevamo anche condiviso la casa. Con noi c’era anche Stefania Donelli. Quell’anno frequentammo l’ultimo anno di Ragioneria e ci diplomammo. Mi piaceva il buco al naso che ti eri fatta e così mi accompagnasti a farlo. Come dimenticare, poi, la clamorosa disavventura che precedette la tappa del World Grand Prix ad Astana in Kazakistan, quando per raggiungere le altre perdemmo l’aereo, ci mettemmo in fila per un altro volo… il nostro numero era 124 mentre avevano chiamato soltanto il 42. Aspettammo con tanta pazienza il nostro turno, facemmo il biglietto con scalo a Mosca ma, non avendo il visto, non potemmo stare all’interno dell’aeroporto; così ci scortarono in una saletta in cui attendemmo 12 ore insieme ad una famiglia con due bimbi molto vivaci che non ci fecero riposare! Poi finalmente il volo e, all’arrivo, il tragitto in taxi con Gelato al Cioccolato di Pupo in sottofondo e subito allenamento. Dopo un giorno di viaggio, subito in sala pesi. Solo qualche attimo per riprenderci dopo mille peripezie e poi immediatamente pronte a rimboccarci le maniche e a dare il meglio. La sera, ovviamente, crollammo”, ricorda ancora Antonella Del Core.

    “Te ne sei andata troppo presto ma la tua presenza, Anza, ha lasciato sorrisi e allegria nella vita di chi ti ha conosciuta. Quando mi arrabbio, soprattutto per cose futili, quando a volte qualcosa mi sta stretto, mi vieni in mente tu con la tua inesauribile forza e il mio pensiero torna subito positivo. Sento di avere dentro il mio cuore un tesoro custodito in uno scrigno che sta lì, mai chiuso completamente. Apro spesso quello scrigno e ritrovo sempre il tuo sguardo gioioso, la tua fragorosa risata. La mia storia sportiva fa parte di ciò che oggi sono e di ciò che sarò e tu, Anza, fai profondamente parte di questa storia. Con mio marito Francesco e mio figlio Gabriel ormai vivo a Reggio Calabria dove, con gli altri allenatori della Del Core Volley Academy, mi dedico ad un meraviglioso gruppo di bambine alle quali trasmetto la mia passione per il Volley che nella mia vita ha portato tante soddisfazioni e persone di straordinaria luminosità e positività come te. Chi l’avrebbe mai detto! Proprio a Reggio Calabria insieme eravamo state tante volte in ritiro e nel 2004 e nel 2006 avevano conquistato rispettivamente l’Argento e il Bronzo al World Gran Prix. Allora non sapevo che questa sarebbe diventata la città in cui avrei vissuto e avrei avuto una famiglia. Mi sento particolarmente grata di avere anche qui dei ricordi con te e auguro a tutte le mie bimbe di vivere lo sport con lo stesso entusiasmo e la stessa genuinità. Così desidero ricordarti, oggi e sempre, cara Anza, ringraziandoti per i tuoi tanti doni. Sono certa che senza di te e le altre compagne di squadra, la mia esperienza non sarebbe stata bella al punto da augurarla alle mie piccole giovani atlete e a tutte le ragazze che si apprestano a vivere lo sport come impegno quotidiano e costante. Il tuo ricordo – ha concluso Antonella Del Core – oggi è ancora pieno di luce e speranza per la vita che sei stata capace di ‘attraversare’ pienamente e fino all’ultimo, come fosse una partita da giocare, sempre, fino all’ultimo punto”.