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    La Reggina vola, gli aerei potrebbero non passare più da Reggio: la questione ‘atterra’ al Granillo

    La sfida contro il Picerno è stata l’occasione in cui la Reggina ha confermato la propria forza e la legittimità di tornare grande, magari un giorno in Serie A.

    Il paradosso è che ciò non è che l’effetto degli investimenti di un imprenditore romano come Luca Gallo che, spesso e volentieri, prende un aereo che da Fiumicino lo porta al Tito Minniti con il suo entourage.

    “Presidente, la Reggina in A da dove volerà?” si chiede in uno striscione.  E’ chiaro che il patron amaranto può fare poco, ma inviandogli un messaggio si vuole dare visibilità a quello che potrebbe essere un futuro nebuloso, forse nero, per l’aerostazione reggina.

    Negli anni d’oro del calcio a Reggio, l’aeroporto era il fulcro attraverso cui giungevano in città centinaia di addetti  ai lavori.

    E come dimenticare le decine di giapponesi che arrivavano in città per ammirare le gesta di Shunsuke Nakamura.

    Chissà come sarebbero stati quegli anni senza un aeroporto. Chissà come potrebbero essere quelli che, magari un giorno, la Reggio amaranto tornerà a vivere, senza un aeroporto.

    L’augurio è che un futuro radioso del calcio reggino corrisponda quantomeno ad un futuro a lungo termine per l’aeroporto.