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    Ammodernamento della statale 106: tutto tace. Il consigliere regionale Gallo chiama in causa Regione e Ministero

    Opera ferma, impegni disattesi. Da parte della Giunta regionale, che ha completamente ignorato il mandato ricevuto dal Consiglio, e da parte del Governo, che ancora non ha dato corso a quanto in programma.

     

    L’ammodernamento della Statale 106 nel tratto tra Sibari e Roseto Capo Spulico continua a rimanere una chimera, sebbene vi siano fondi, autorizzazioni e progettazione esecutiva. Lo denuncia il consigliere regionale Gianluca Gallo, lamentando il disinteresse del presidente della giunta regionale e del nuovo Governo rispetto ad un investimento da oltre 1 miliardo e 300 milioni di euro che prevede la realizzazione di un nuovo tracciato con doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia in un tratto di 35 chilometri oggi anche parzialmente inserito nel cuore di alcuni paesi dell’alto Ionio cosentino, lungo l’asse che dovrebbe unire il corridoio adriatico a quello tirrenico attraverso lo snodo di Sibari, dove a fatica si sono di recente portate a compimento le opere per il rifacimento della statale 534, anello di congiunzione con la A2 “Salerno-Reggio Calabria”. «Nel Febbraio del 2018 – ricorda il capogruppo della Cdl – il Cipe diede il via libera alla progettazione definitiva revisionata del tratto tra Roseto e Trebisacce ed il presidente della giunta regionale e l’intero centrosinistra si prodigarono in festeggiamenti e conferenze itineranti per annunciare l’imminente apertura dei cantieri. Ad oggi, però, nonostante le insistenze, trasfusesi sul piano istituzionale in interpellanze e mozioni, tutto è ancora sulla carta». Nel mirino Gallo mette il disinteresse della giunta regionale. «Lo scorso Giugno – ricorda – su mia iniziativa, condivisa da tutti i capigruppo, il Consiglio regionale votò all’unanimità un ordine del giorno col quale si impegnava il governatore, alla luce dei nuovi ritardi accumulati, ad aprire un tavolo di confronto col Governo e col Ministero alle Infrastrutture, per far emergere i motivi dello stallo e rimuoverli. Ad oggi, però, tutto tace: Oliverio non ha mosso un passo, infischiandosene del deliberato dell’Aula, mentre il Governo del quale dopo le capriole estive il suo Pd è ora azionista, insieme agli amici un tempo nemici a Cinquestelle, continua a non dare alcun segno di vita sulla questione». Conclude l’esponente della Cdl: «Potremmo sapere dal presidente Oliverio e dai deputati e senatori calabresi di Pd e M5S quali intenzioni abbiano? Chiediamo, e lo chiederemo con atti ufficiali anche in sede istituzionale, di poter conoscere attraverso quali iniziative si intenda garantire l’immediata apertura dei cantieri del Terzo Megalotto. Chiarezza ed impegni certi sono doverosi, non fosse altro che per rispetto dei calabresi».

     

    Avv. Gianluca Gallo

    Consigliere regionale della Calabria

                                   Presidente Gruppo consiliare Casa delle Libertà