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Reggio Calabria – Romina Mondello: “Nel teatro trovo l’aria che voglio respirare”

di Grazia Candido (foto Aldo Antonio Fiorenza) – La sua grande forza risiede in quel fascino, sotto gli occhi di tutti, universalmente condiviso e si impone, quasi soggioga chi la ammira in scena. Romina Mondello non è solo una donna bella ed intelligente, è una mamma premurosa e attenta, un’artista testarda e caparbia che riesce in ogni suo lavoro, a tenere testa ai grandi del teatro, del cinema, della televisione.

Protagonista dell’opera di Shakespeare in scena ieri sera all’arena “Alberto Neri”, inserita nella XXXIV edizione del festival “Catona Teatro”, nei panni di Porzia, l’attrice romana dimostra non solo di avere un impeccabile talento ma di metterci il cuore in tutto ciò che fa dall’inizio alla fine.
Parliamo del suo personaggio, che difficoltà ha riscontrato e come è riuscita ad indossare i pesanti abiti di una donna alla continua ricerca della felicità?
“Tendenzialmente, quello che mi piace è impossessarmi del personaggio anche se questa opera di Shakespeare non è tra le mie preferite. E’ un testo decisamente scelto dagli attori che vogliono fare Shylock e rappresenta un traguardo nel curriculum di un’attrice, il raggiungimento di una tappa della carriera, ma per me non è stato così. Preferisco altri personaggi di Shakespeare come Ofelia o Giulietta più affini a me o forse, io mi riconosco più affine a loro. Però, in Ponzia ho trovato delle cose che ho pure io come il lato maschile nella femminilità estrema: è una principessa che vive a Belmonte in un castello ed è la prima donna della Corte, una donna in prima linea e in questo mi riconosco molto. Poi, mi piace l’intelligenza, l’astuzia del personaggio che riesce ad essere risolutiva. Nel secondo atto della commedia, diventa il deus ex machina che riesce a far cadere Shylock nella sua trappola. Ho lavorato molto sulla costrizione della scelta che non è una scelta propria. Ponzia dice: “scegliere, che bella parola, non posso non scegliere quello che voglio né volere quello che ho scelto”. Così, una figlia viva, deve volere ciò che ha scelto un padre morto, essere imprigionata nella volontà di un padre che ha amato tanto ma che non esiste più e la costringe ad una promessa per sempre. Una promessa che la limita, limita la sua libertà e, nonostante sia una principessa, è in gabbia, è condizionata in tutto, anche nella scelta dell’amore che non sarà mai una scelta libera”.
Ma alla fine, c’è un modo per uscire fuori da questo status?
“Ponzia trova una escamotage per svincolare, è sempre lì pronta a cambiare il proprio destino. Però, per quanto ci provi fino in fondo, non ci riesce perché è legata a questa promessa eterna che ha fatto, una promessa che ha un valore importante per lei”.
Su quale altro aspetto ha lavorato per fare suo questo personaggio?
“Ho lavorato sulla noia, la noia che prova lei stessa ad essere rinchiusa in questo castello. Nel nostro spettacolo in particolare, Ponzia ha solo la sua dama di compagnia e per superare la noia, inventa giochi, pensa e canta molto, in lei c’è sempre quella fanciulla che trova l’antidoto alla sua noia. Oggi, non siamo abituati alla noia o non la conosciamo o se la conosciamo, ne abbiamo tremendamente paura che la subiamo. Prima la noia ti costringeva a guardarti allo specchio, a riflettere, a pensare, a trovare il modo per superarla. Ho un figlio di quasi 16 anni ed è impressionante come questi ragazzi di oggi, più fanno più si annoiano”.
Non sbagliamo a dire che lei non si annoia per nulla.
“Nella mia vita non mi sono mai annoiata e non nascondo che ho paura della noia. Lavoro sin da quando era bambina, questo mestiere è stato per me l’antidoto alla monotonia, è una passione enorme e non lo faccio per apparire ma è un motivo di ricerca personale. Il teatro mi dà modo di lavorare su me stessa e oggi, posso dire che il teatro è la mia vita, è la cosa che in assoluto voglio fare. Trovo nel teatro l’aria che voglio respirare”.
Il suo fascino e la sua bravura sono apprezzate da un pubblico maschile e, soprattutto, femminile. Questa cosa la lusinga?
“I complimenti che mi emozionano di più sono quelli delle donne e, col tempo, mi sono accorta di essere molto amata dal pubblico femminile. Questo mi rende felice perché arrivare al cuore delle donne non è semplice”.
Lei è una mamma, lasci un messaggio ai giovani calabresi e non solo.
“Bisogna riscoprire i valori di una volta, la bellezza quella dell’anima che è importante se non fondamentale. Stiamo andando troppo verso l’effimero a discapito di tutto il resto. Recuperiamo l’appetito della bellezza di cui non siamo più capaci e respiriamo in ogni sua essenza questa vita”.