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    Reggio Calabria -“Mala Sanitas” agli Ospedali Riuniti: chieste condanne pesanti

    Sono oltre 50 gli anni di carcere invocati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria nell’inchiesta “Malasanitas” nei confronti dei medici dei reparti Ginecologia, Ostetricia, Neonatologia e Anestesia degli ospedali Riuniti di Reggio Calabria.

     

    Le ipotesi di reato variano dal falso ideologico e materiale, alla soppressione, distruzione e occultamento di atti, nonche’ di interruzione di gravidanza senza il consenso della gestante, all’associazione a delinquere.
    La pena più pesante, invocata dai sostituti procuratori Roberto Di Palma e Anna Maria Frustraci è per l’ex primario del Reparto, Pasquale Vadalà, per il quale sono stati chiesti 8 anni di reclusione. Per l’ex facente funzioni, Alessandro Tripodi, l’accusa ha chiesto 6 anni di reclusione. Pene severe sono state chieste anche per i ginecologi Filippo Saccà (4 anni), Daniela Manuzio (7 anni e 6 mesi), Antonella Musella (3 anni e 6 mesi); per la neonatologa Maria Concetta Maio (3 anni e 6 mesi); per gli anestesisti Luigi Grasso (4 anni) e Annibale Musitano (3 anni e 6 mesi). Due le richieste di “non doversi procedere” per prescrizione: si tratta di Roberto Peinnisi e Marcello Tripodi. Una sola richiesta di assoluzione, quella formulata nei riguardi dell’ostetrica Mariangela Tomo.