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Istituti penitenziari: personale “appiedato” tra Reggio Calabria e Arghillà

Paradossale decisione quella presa dal provveditorato regionale calabrese dell’amministrazione penitenziaria, di sospendere definitivamenteil servizio navetta utilizzato dal personale per raggiungere l’istituto penitenziario di Arghillà.

 

Il trasporto alternativo che aveva ottimizzato sia le risorse che i tempi di percorrenza, si era reso necessario al fine di sopperire alle annose carenze di organico che, giornalmente, costringono i lavoratori dell’amministrazione penitenziaria a coprire turni e servizi estenuanti sulle due diverse sedi reggine.

A nulla sono valse le rimostranze dei lavoratori che, di punto in bianco, sono stati “appiedati” senza tener conto delle difficoltà oggettive e soggettive che comportail doversi spostare per servizi particolarmente delicati, da Reggio ad Arghillà.

Per questo CISL FP e UILPA, sono scese immediatamente in campo con una dura presa di posizione, scegliendo la strada  pregiudiziale per contestare la scellerata scelta dell’amministrazione penitenziaria.

Giàdal luglio 2017,il Segretario Provinciale Antonella Zema per la CISL FP ed il segretario territoriale Patrizia Foti per la UILPA di Reggio Calabria, in occasione dell’apertura del nuovo Istituto Penitenziario di Arghillà, nato come Istituto autonomo, avevano rappresentato il problema dell’accorpamento sia dei servizi che dello stesso personale civile dell’Istituto Panzera di Reggio,per l’utilizzo dei lavoratori in entrambi gli istituti, già carenti di personale del Comparto Ministeri.

Tale carenza di organico – contestano i due segretari – unita all’errore iniziale di formulazione delle piante organiche, ormai insostenibile,haprodotto un profondo malessere nei lavoratori, costretti a coprire più sedi di servizio poste a diversi chilometri di distanza tra loro.

A nulla sono valsi i grandi sacrifici ed il grande spirito di attaccamentodei dipendenti, che hanno reso possibile l’apertura e il mantenimento dei servizi del nuovo Istituto di Arghillà.

La loro abnegazione è stata ripagata da una inconcepibile e penalizzante scelta della stessa amministrazione.

Nonostante lo stato di agitazione proclamato ed il tentativo di conciliazione esperito in Prefettura, voltoall’incremento di organico del personale,considerata l’improcrastinabilità degli interventi da assumere per un corretto funzionamento dei dueIstituti e per la tutela dell’integrità psico-fisica dei dipendenti, si era scelto di adottare, assieme all’allora direttore responsabile, la soluzione del servizio navetta per il trasferimento dei dipendenti, vista anche la carenza del trasporto pubblico locale che collega i due istituti.

A fronte, quindi, della disponibilità dimostrata dal personale,che fino ad ora ha garantito l’apertura ed il funzionamento del nuovo Istituto penitenziario di Arghillà concludono Foti e Zema – le Organizzazioni Sindacali da loro rappresentate, rivendicano la parità di trattamento alla streguadegli Istituti Penitenziari nazionali, preannunciando, in caso del mancato ripristino del servizio Navetta, l’attuazione di qualsivoglia azione atta tutelare tutti i lavoratori del comparto.

 

Fabio Maragucci

Responsabile Ufficio Stampa

UILPA di Reggio Calabria

 

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