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    progetto Freed by Football Tribunale Minori

    Reggio Calabria – Un progetto per integrare minori cresciuti in famiglie mafiose

    di Grazia Candido – E’ iniziato da qualche settimana “Freed by football”, progetto pilota realizzato dal Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria in collaborazione con la Presidenza nazionale della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

    In sei mesi, 23 ragazzi tra i 15 e i 18 anni attraverso l’attività agonistica entreranno in un percorso di rieducazione ed integrazione attraverso la conoscenza e la pratica del gioco del calcio, per un inserimento nella società.
    Tutti i dettagli del progetto sono stati illustrati, questo pomeriggio, presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria dal Presidente del tribunale Roberto Di Bella, dal giudice onorario Patrizia Surace, dal referente del progetto Claudio Romeo, dal presidente del Comitato Regionale LND FIGC Saverio Mirarchi. A moderare l’incontro il giornalista Maurizio Insardà che si è soffermato sui destinatari del progetto ossia “minori cresciuti in famiglie mafiose o in contesti di deprivazione socio-familiare”.
    “Speriamo che i ragazzi attraverso lo sport, le relazioni, la solidarietà e il rispetto delle regole possano formare una coscienza civica e che questo progetto sia per loro un trampolino di lancio per traguardi e prospettive diverse – afferma il presidente Di Bella – Dopo il film “Liberi di scegliere” (fiction andata in onda su Rai Uno che ha raccontato il progetto messo in piedi dal Giudice Di Bella per allontanare “i figli di ‘ndrangheta” dalle loro famiglie di origine e dare loro un futuro sereno e normale), ci stanno scrivendo tanti ragazzi e, soprattutto, si è acceso un faro su una problematica che, negli anni, è stata sottovalutata. Qualcuno mi ha anche detto: avessi avuto io l’opportunità che state fornendo ai miei figli forse, non mi troverei in un luogo di sofferenza in cui sono attualmente. Pertanto, a tutte le mamme dico di avere cura dei propri figli”.
    Sulla stessa lunghezza d’onda il giudice onorario Surace e componente del Consiglio direttivo nazionale Unicef che nel ribadire la finalità di “un progetto importante, fa capire lo spirito del Tribunale per i minorenni volto a sviluppare un percorso di educazione, di socializzazione per i ragazzi che vivono in una condizione di privazione sociale o che vivono in contesti di criminalità organizzata. Pensiamo al loro futuro ragionando con loro e partendo da quelli che sono i percorsi di educazione formale come lo sport, in questo caso il calcio. Una partita di pallone non è altro che una metaforica esperienza di vita con la quale si ragiona sulle regole, sul rispetto delle regole”.
    Il progetto prevede un percorso sportivo con gare amichevoli a scopo benefico che vedrà coinvolti i ragazzi e le rappresentative di Licei locali, dei Magistrati, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza e un percorso in aula con 20 incontri finalizzati alla diffusione della cultura del fair play, rispetto dei compagni, degli avversari e delle regole.
    Il Tribunale per i Minorenni inoltre, selezionerà due aziende che erogheranno due borse di lavoro in favore dei ragazzi più meritevoli sotto l’aspetto comportamentale e che avranno dimostrato di aver meglio recepito e interiorizzato i valori del progetto.
    Alla fine del percorso rieducativo, ci sarà un torneo conclusivo in occasione dell’evento finale organizzato dalla FIGC.