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Reggio Calabria – La squadra del sorriso La Rosa-Guarneri strega il “Cilea”

di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Un tripudio di applausi per una coppia artistica che fa tanto ridere e, allo stesso tempo, riflettere. Salvo La Rosa ed Enrico Guarneri (nei panni di Litterio Scalisi),sul palco sono una vera forza della natura abilissima a creare un mix di teatro e cabaret senza cadere mai nel banale, senza essere mai irriverenti o scontati.

Ieri sera, in un gremito teatro “Francesco Cilea”, terzultimo appuntamento della kermesse “Le maschere e i volti” della Polis Cultura, la più famosa maschera popolare, creata ed interpretata dall’attore catanese Guarneri è stata la protagonista di uno straordinario show presentato magistralmente da Salvo La Rosa, conduttore televisivo e spalla insostituibile di Litterio.
Quasi due ore di racconti, gag, sketch esilaranti dove le rocambolesche disavventure del signor Scalisi e della sua famiglia sono il fil rouge di uno spettacolo che non ha bisogno di grandi scenografie o giochi tecnici.
Bastano loro, la mini squadra del sorriso Salvo ed Enrico (o meglio Litterio e Signo’ La Rosa) che hanno saputo costruire e rafforzare nel tempo.
Si affrontano temi di interesse sociale come la crisi che attanaglia il Paese, la legalità, il rispetto che si deve alle donne, la disoccupazione e la migrazione lavorativa dalla stazione di Catania a quella di Roma.
Il contrasto dialettico tra il colto e l’ignorante conquista il pubblico ma anche permette di incanalare certi messaggi forti su temi quotidiani che condizionano la vita di ognuno di noi.
Spigliato, puntuale, ironico a volte puntiglioso a punzecchiare Guarneri, il popolare conduttore riesce a mettere in risalto le qualità e il cuore di Litterio Scalise, la più famosa maschera sociale catanese.
Un cult tutto nostrano che piace al pubblico tant’è che si lascia andare in continui applausi e risate.
L’istrionico Guarneri, un esempio di eccellenza scenica e popolarità “made in Sicily”, si identifica talmente tanto con il suo Litterio che non è semplice sdoppiare l’attore dal personaggio e il personaggio dall’attore, quasi che l’uno voglia prolungare nell’altro la propria natura ed esilarante individualità.
In tutto questo, l’ottima spalla del noto giornalista televisivo La Rosa che, con stile ed eleganza, prova a correggere le goffaggini e le storpiature di lessico e sintassi dell’amico Litterio. Salvo con molta pazienza prova anche a sopportare i voli pindarici nelle narrazioni un po’ surreali delle disavventure familiari e personali di Litterio, piene di tanta comicità e rappresentazione teatrale.
Il loro è “un sodalizio nato quasi per caso”, ci tiene a precisarlo il mattatore della trasmissione “Insieme” che non nasconde il suo “amore per la Calabria e i calabresi. Vi vogliamo bene #cututtuucori – dice appena salito sul palco – Enrico è un grande Litterio perché è un grande attore: riesce a portare sulla scena un personaggio amato ma fatto con grande professionalità, una grande maschera del teatro e del cabaret. Poi, è una persona semplice che arriva al cuore della gente e ti identifichi facilmente con Litterio”.
Un revival della rinomata coppia “La Rosa-Litterio” che piace al pubblico innamorato di quel semplice “contadino dalle scarpe grosse e dal cervello fino”.
“E’ un bambino, un sincero e racconta le sue disavventure a quest’uomo che non lo capisce, non ci arriva – conclude Guarneri – Con il sorriso cerchiamo di affrontare temi ostici ma che vanno risolti. Io sono amico dei calabresi, li ritengo cugini e poi mi riempiono sempre d’affetto. Vi vogghiu beni”.
Sicuramente, Guarneri meriterebbe il riconoscimento come “ambasciatore della drammaturgia siciliana nel mondo” e nell’omaggio che, alla fine, fa a Pirandello con “Il berretto a sonagli”, una riflessione lucida e drammatica sul paradosso dell’esistenza umana, dimostra ancora una volta di essere un personaggio apparentemente piccolo ma infinitamente grande.




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