Sono passati quattro anni da quando il Comune di Reggio Calabria ottenne la possibilità di rateizzare il proprio maxi-debito in trent’anni.
Lo scorso 14 febbraio, invece, la Corte Costituzionale ha ritenuto inaccettabile la forma di ammortamento, ritenendolo un escamotage che viola il così detto “patto tra generazioni”.
Non ci sta il Sindaco di Reggio Calabria perché sono passati tre anni e perchè, ad oggi, qualora venisse confermato tutto la città si troverebbe a dover restituire persino la differenza tra le rate pagate e quelle che sarebbero dovuto essere versate qualora le condizioni sarebbero dovute essere quelle individuate dai commissari a tempo debito e ritenute quelle minime per rispettare un piano di rientro in dieci anni.
Condizioni insostenibili per la comunità che obbligherebbe, dopo la mancata approvazione del bilancio, alla dichiarazione del dissesto
. “C’era bisogno che passassero tre anni?” si chiede Falcomatà.
“Con questo piano trentennale – rivela – i comuni non chiedevano soldi, ma tempo”.
C’è un mese di tempo per capire cosa accadrà. “L’auspicio è che arrivi un provvedimento che faccia salvi gli equilibri di bilancio già maturati per il Comune di Reggio Calabria”.
Ma cosa accadrebbe se arrivasse dichiarazione di dissesto per mancanza approvazione del bilancio: “Alcuni effetti del dissesto questa città li sta pagando. Penso a tasse e tributi comunali alle stelle. Un altro degli effetti del dissesto è quello di ridurre al massimo la spesa per il personale, avviando licenziamenti e prepensionamenti. I creditori? Rimarrebbero salve i pagamenti che noi facciamo con programmi di finanziamenti esterni all’ente come Patti per il Sud e fondi comunitari. Rimarrebbero fuori imprese, ditte e professionisti che hanno collaborato con il Comune per erogare alcuni servizi come la manutenzione stradale, fino alla manutenzione del verde e del decoro urbano. Questa è la battaglia che stiamo conducendo. Vogliamo evitare un’altra macchia per la nostra città, dopo esser stato il primo Comune capoluogo sciolto per infiltrazioni mafiose. I cittadini devono aiutarci e, da parte mia, saranno sempre informati. Su queste attività ci sono degli sciacalli che ci marciano”.
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