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    Regione Calabria indenne da Malattia Vescicolare del Suino

    Il riconoscimento dello stato di regione indenne dalla Malattia Vescicolare del Suino è, per la Calabria e per le aziende zootecniche, una notizia straordinariamente positiva.

    La pronuncia del Comitato veterinario permanente della Commissione Europea chiude, infatti, un percorso che è costato fatica ed impegno ma che alla fine, come Confagricoltura ha sempre evidenziato, non poteva che portare ad un esito positivo.
    Il nostro ringraziamento va agli allevatori che hanno collaborato, ai Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Provinciali e, soprattutto, alla Task Force Commissariale di Sanità Pubblica Veterinaria della nostra regione che ha saputo, anche di fronte a resistenze, polemiche e tentativi di bloccare o trasformare il percorso in atto, mettere in campo tutte le professionalità necessarie e mantenere ferme le decisioni assunte.
    Oggi siamo di fronte ad un provvedimento che rende giustizia del lavoro compiuto e ripaga il mondo allevatoriale calabrese schiudendo, finalmente, prospettive ed opportunità finora negate proprio a causa della presenza della vescicolare suina.
    La qualifica di regione indenne consente alle nostre aziende le movimentazioni di suini al di fuori del territorio regionale e, soprattutto, le esportazioni dei prodotti locali a base di carne suina verso Paesi Terzi.
    La Calabria è nota per la qualità dei suoi salumi, vanta quattro Denominazioni di origine protetta ed un prodotto, la Ndujia, con immense capacità di crescita; poter esportare queste produzioni e farlo senza vincoli – soprattutto rispetto a mercati importanti come quello statunitense ad esempio – di certo si tradurrà entro breve tempo in risultati visibili sulle capacità produttive, sui bilanci delle aziende, sulle percentuali dell’export regionale.
    Oggi, insomma, è una giornata importante per l’agricoltura calabrese e ci restituisce per intero l’orgoglio di essere un’organizzazione di rappresentanza che interpreta il proprio ruolo nella maniera corretta e cioè non ideologica ed unicamente orientata verso le esigenze delle imprese agroalimentari e della collettività calabrese.