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    Testimone di giustizia, Bentivoglio: “Lo Stato mi ha abbandonato”

    «Stanno vendendo all’asta i miei beni, la mia casa se la sta prendendo lo Stato, abbiamo le macchine in fermo amministrativo, non abbiamo più lavoro, non abbiamo clienti, non abbiamo nemmeno il certificato Durc per l’Inps.

    Questo è un esempio di cosa succede e la cosa più grave, dopo che mi sono autodenunciato perché non ce la facevo più, è l’aver avuto tutti i beni ipotecati, il non poter più pagare i contributi dei dipendenti che abbiamo dovuto licenziare. E allora le banche, non avendo più garanzie, ci hanno cacciato, non abbiamo più un centesimo di fido, non abbiamo un carnet di assegni: noi, che abbiamo fatto questa scelta di vita, abbiamo queste grosse difficoltà. La scelta di andare a denunciare l’ho fatta io. La scelta di cacciare gli ‘ndranghetisti che mi chiedevano il pizzo l’ho fatta io. Ma provo rabbia verso quel pezzo di Stato che è arrivato tardi o che, peggio ancora, non è del tutto arrivato e mi ha abbandonato. Questa rabbia io provo a trasformarla in impegno e forza per poter continuare a gridare chiedendo aiuto. Non mando al diavolo nessuno ma chiedo “fatemi vincere”, altrimenti non posso bussare al mio amico e collega commerciante per dirgli “denuncia anche tu, smettila di pagare il pizzo” perché sicuramente mi dirà che non vuole assolutamente fare la mia fine e continuerà a pagarlo».
    Lo ha dichiarato Tiberio Bentivoglio, imprenditore e testimone di giustizia di Reggio Calabria, in un’intervista andata in onda sul TgCom24 – Canale 51, diretto da Paolo Liguori.