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    Azienda AgriRiggio promuove concorso “Il linguaggio del cibo. Per non dimenticare”

    “C’era una volta” è l’inizio di tutte le favole. “Una volta si faceva così” è la frase che ripetono spesso i nonni o le persone anziane di famiglia, ma qualcuno sta pensando che questo  potrebbe essere l’inizio di un racconto declinato al futuro. Come, direte voi? Cominciando dal cibo, elemento indispensabile per l’esistenza di ogni essere vivente, antico come la vita stessa e futuro come gli esseri viventi finché esisteranno.

    L’azienda AgriRiggio di Lazzaro (Leucopetra in lingua greco-calabra) frazione del comune di Motta Sn Giovanni, da un decennio è promotrice e realizzatrice del concorso “Il linguaggio del cibo. Per non dimenticare… Archeogastronomo per un giorno”, rivolto alle scuole pubbliche e private, di primo e secondo grado, di tutta la Calabria, per la riscoperta, la valorizzazione e la salvaguardia delle antiche ricette del territorio grecanico, delle cui tradizioni l’azienda si è fatta custode, con l’opera instancabile di Annunziato Riggio, felice memoria di paladino della storia e della cultura della Grecìa calabrese. Nunzio, come lo appellavano gli amici, ha lasciato una preziosa e importante eredità alla sua famiglia – la moglie Caterina e i figli Francesco e Giuseppe – che oggi sono continuatori della sua opera. Nel corso della sua esistenza, Annunziato è stato un contadino-letterato che ha coltivato non solo la terra, ma anche la cultura e le tradizioni del suo territorio natio, quella Grecìa di Calabria, ancora più antica della Magna Grecia, dove la classicità si respira nell’aria dello Stretto che ricorda i miti di Scilla e Cariddi; si mangia con la lestopitta, la musulupa e il capicollo Azze Anca e si parla con quel greco arcaico di cui forse si è persa memoria anche nell’Ellade moderna. Il territorio grecanico, dunque, può considerarsi un’immensa miniera d’oro a cielo aperto, dove i filoni di Mito, Storia, Archeologia, Lingua, Paesaggio, Ambiente e Cibo scorrono in vene intrecciate tra loro, che aspettano solo di essere ri-scoperte e utilizzate per dare ricchezza e sostentamento alle generazioni presenti e future. La famiglia Riggio può considerarsi pioniera in quest’opera, con questa manifestazione in particolare, e intende offrire, con generosa condivisione, e con l’appoggio dei professori e delle studiose dell’area grecanica, la conoscenza ideale e materiale del proprio territorio, affinché la terra – nel suo insieme di risorse – non sia più considerata spazio da abitare ma anche luogo di preziose risorse, di ricchezza da custodire con rispetto, per cogliere tutti i suoi frutti. E, con buona certezza, anche come cattedra, università del futuro, insieme al campo e alla fattoria, per dirla con le parole di Carlo Petrini, papà di Slow Food,  che al capicollo Azze Anca ha conferito il prestigioso status di Presidio. Con tali intenti, di operativa e fruttuosa, è il caso di dire, pedagogia, la manifestazione, da sempre rivolta alle scuole, apre quest’anno e con uno sguardo di particolare interesse, la partecipazione alle famiglie, spesso custodi inconsapevoli di conoscenze, tradizioni che restando sommerse, rischiano di scomparire o confondersi con la modernità. Non a caso, AgriRiggio, da tempo ha inserito nella linea di prodotti della sua azienda, la “grigliata omerica” – ricetta del mondo classico per cuocere la carne sul fuoco, citata nell’Odissea, che il mitico Eumeo, custode di porci itacese, offre al suo re Ulisse, quando egli, sotto mentite spoglie, fa ritorno alla sua isola dopo la guerra di Troia. Il concorso, dunque, intende portare alla luce tutte quelle specificità gastronomiche, a base animale e vegetale, con un posto di rispetto per il pane e il vino, ancora in grado di parlare la lingua degli avi. Quei progenitori della Grecia più antica che sulle sponde calabre hanno trovato una nuova patria e un nuovo futuro.

     

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    Agririggio Gruppo Archeogastronomia