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    Rotta: “Co.Re.Com parole d’ordine: garanzia, controllo, conoscenza nuove tecnologie”

    di Grazia Candido – Giuseppe Rotta presidente del Co.Re.Com Calabria sa bene che l’organo che, da due anni dirige, svolge sul territorio regionale un’importante attività di consulenza, gestione e controllo per assicurare il corretto governo del settore Radio Tv ed editoria locale. Tra le numerose funzioni di garanzia, il Co.Re.Com quotidianamente si occupa di risolvere le controversie tra utenti e gestori telefonici o operatori di pay tv, della vigilanza del rispetto da parte delle TV locali della normativa di settore riguardo la programmazione, i limiti pubblicitari, la tutela dei minori, il diritto di rettifica ma anche, durante le tornate elettorali, svolge attività di vigilanza sul rispetto della “par condicio”, da parte delle emittenti regionali.

    Facciamo un bilancio sulle attività svolte da quando è alla guida del Co.Re.Com.
    “Il nostro insediamento è stato nel 2016 con un anno e mezzo di ritardo rispetto alla legge e quando siamo arrivati, abbiamo trovato una struttura professionalmente messa bene. Il Co.Re.Com Calabria è stato sempre un punto di riferimento per i Co.Re.Com nazionali tant’è che il nostro direttore è uno dei due coordinatori nazionali del Co.Re.Com d’Italia. Oggi si svolgono una molteplicità di iniziative rispetto a prima che si lavorava quasi in maniera monotematica, nel senso che il 90% delle attività puntava sulla gestione delle controversie telefoniche con le pay tv e, quando c’erano le elezioni, sulla “par condicio” di tutte le televisioni della Calabria. Il Co.Re.Com non ha colore politico: ha fatto due sanzioni per la “par condicio” ad un organo di vertice del Consiglio regionale e ad un sindaco della provincia, entrambi appartenenti alla sinistra. Una delle regole che ci siamo dati è di essere veramente super partes, non solo per correttezza istituzionale ma anche, per praticità operativa perché se sei corretto a livello istituzionale riesci a cooperare in maniera limpida e senza condizionamenti”.
    Quindi, le parole d’ordine sono garanzia e controllo?
    “Sì esatto e aggiungerei anche conoscenza delle nuove tecnologie. Il Co.Re.Com è un punto di mezzo tra la giustizia amministrativa che ha tempi molto lunghi e dei costi importanti, mentre i servizi del Co.Re.Com sono tutti gratuiti, e un veicolo sul territorio di conoscenza delle nuove tecnologie delle comunicazioni che non sono molto conosciute. Noi abbiamo molta praticità nell’uso del mezzo ma poi quello che succede dietro, lo disconosciamo”.
    Quali sono i progetti futuri?
    “Non è una nostra competenza specifica ma vorrei dare impulso agli Enti locali per attivare tutti gli strumenti possibili per ampliare la rete di banda ultra larga perché abbiamo un territorio calabrese dove spesso, ci arrivano segnalazioni che non si vedono le televisioni. Con le nuove tecnologie, questo problema sarebbe risolto e porteremmo centinaia di milioni di investimenti così come si registrano in altre zone d’Italia. Qui, gli investimenti si sono fermati alle famose cabine: la fibra per esempio, non arriva a casa ma si ferma alla cabina perché manca la parte finale in cui l’azienda deve investire per poter fare i collegamenti. Questo potenziamento lancerebbe non solo l’utenza privata ma quella aziendale. Stiamo lavorando anche sul rinnovo completo dell’apparato di videoregistrazione delle televisioni e della procedura telematica delle conciliazioni, sul rinnovo dei nostri apparati interni a livello tecnologico e a formare il personale”.
    Un’altra piaga sociale che sta prendendo sempre più piede è il cyberbullismo. Anche su questo il Co.Re.Com è presente e vigile.
    “Il cyberbullismo è una delle attività che hanno caratterizzato non soltanto il Co.Re.Com. Calabria ma l’intera organizzazione dell’Agcom e tutti i Co.Re.Com. nazionali. E’ fondamentale la prevenzione e l’azione culturale che deve avere come destinatari non solo i ragazzi ma anche le famiglie e deve coinvolgere tutte le istituzioni, a partire dalla scuola. Con l’ex senatrice Elena Ferrara, prima firmataria della legge 71 contro il cyberbullismo, abbiamo messo in campo una serie di iniziative di Web Education per sensibilizzare i ragazzi delle scuole nei confronti di questo fenomeno. Purtroppo, oggi, ad aggravare la situazione, si aggiunge il web che moltiplica in maniera vistosa il pubblico e chi assiste a questo triste spettacolo, rischia di attivare dei processi di emulazione. La tecnologia serve e aiuta l’essere umano ma se non la si usa con cognizione di causa, può distruggere intere famiglie”.