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    Francesco Perrelli - Atam

    Atam, Perrelli: “Sfida vinta quando completeremo il piano di risanamento aziendale”

    di Grazia Candido – L’Atam si prepara ad un’importante sfida per il 2019: riassestare il piano di risanamento e fare una buona offerta per vincere la gara che ridarà linfa all’ente guidato dall’Amministratore Unico Francesco Perrelli in carica dal 20 Ottobre dell’anno scorso. Il piano di esercizio dell’Atam si traduce in un sistema di mobilità più sostenibile sia dal punto di vista sociale che economico ed ambientale ma ancora “ce n’è di strada da fare” secondo il numero uno dell’Azienda di Trasporti per l’Area Metropolitana di Reggio Calabria che analizza lo stato di salute, i progressi e i progetti futuri da realizzare.

    Come sta l’Atam?

    “Potrebbe stare meglio ma non ci lamentiamo. L’anno scorso, abbiamo detto che entravamo nella Fase 2 dell’innovazione e miglioramento della qualità aziendale, resta un pesante fardello che è quello della Fase 1 del risanamento. Siamo a metà del guado: nel 2015 è stato avviato il risanamento aziendale,iIl debito complessivo era di 32 milioni di euro, oggi ce ne restano 16 milioni. Abbiamo altri 3 anni di debiti da pagare”.
    Su cosa sta puntando l’azienda e quali sono le azioni messe in campo?
    “Stiamo puntando sulla qualità del servizio e abbiamo inserito una serie di innovazioni che sono ormai consolidate come l’applicazione per smartphone che consente di individuare in tempo reale l’autobus in prossimità delle fermate; avere sempre a disposizione gli orari pianificati e sapere gli arrivi delle varie corse, servizio che prima non c’era. In alcune zone della città, prima, si aspettava ore per l’arrivo dei mezzi, oggi non è più così. Abbiamo inserito la bigliettazione elettronica con gli abbonamenti elettronici; acquistato nuovi mezzi, rinnovato il parco macchine. Entro ottobre avremo un tele-passaggio con la dematerializzazione degli abbonamenti che non saranno più in formato cartaceo ma elettronico e saranno caricati su tessere collegate ad un software che ci dirà se l’utente ha pagato o no l’abbonamento. Questo ci consentirà un maggiore controllo e una lotta all’evasione e alla contraffazione”.
    Avete pensato ad inserire le corse notturne?
    “Sicuramente il bus di notte serve alla nostra città ma in questo momento le uniche risorse finanziarie che abbiamo, sono da una parte la vendita dei biglietti che incide su un terzo del nostro bilancio, dall’altra parte per i 2/3 c’è il contributo che dà la Regione sul fondo nazionale del Tpl (trasporto pubblico locale). Non abbiamo altre risorse. Questi 2/3 più 1/3 coprono tutti i costi di gestione dell’esercizio attuale e coprono anche i debiti che stiamo pagando. Per fare un servizio come quello notturno vuol dire avere delle risorse in più che in questo momento non abbiamo. Avevo anche pensato di fare un servizio a chiamata per i disabili”.
    Questo servizio per i disabili lo farà o resterà un sogno?
    “Dobbiamo trovare dei fondi aggiuntivi, se oggi li avessi lo farei immediatamente. Stiamo acquistando grazie ad un contributo del Comune, in corso è la gara, dei mezzi più piccoli che permettono l’accesso dei disabili. Sono mezzi più flessibili e ci consentirebbero di rispondere in tempi più brevi ad una chiamata di un utente in carrozzina. Per quanto riguarda i non vedenti per fine ottobre, installeremmo su tutti i bus il riconoscimento vocale”.
    Come vede il futuro dell’Atam?
    “Il futuro dipende tantissimo dal prossimo anno: nel 2019, ci saranno le gare, un appuntamento da non perdere. Mi piacerebbe che fosse un futuro in un’ottica di Area dello Stretto ragionando in termini diversi sulla Tpl e quindi, sull’integrazione di Reggio, Messina e degli altri comuni dello Stretto. E’ un lavoro non facile che non dipende solo dall’Atam ma dalla politica. In quel contesto, l’Atam potrebbe fare una partita importantissima: integrare due città metropolitane in un sistema fondamentale dei trasporti sia in termini di trasporto marittimo che terrestre. Vediamo Reggio e Messina lontanissime ma in realtà, sono due città vicine rispetto alle altre città metropolitane italiane. Non abbiamo mai ragionato in questi termini e c’è una possibilità di legge della Regione Calabria e Sicilia di integrare il sistema dei trasporti. Mi piacerebbe nel 2020 vedere l’Atam in questo contesto. In assenza di questa opportunità, saremmo in una situazione competitiva con le altre aziende di trasporto che potrebbero partecipare alla gare del prossimo anno e lì dobbiamo dimostrare di essere bravi e capaci di offrire un servizio e prezzi adeguati”.
    Che rapporto ha con i dipendenti?
    “Ho un buon rapporto: c’è un dialogo costante e mi confronto con loro su tanti aspetti dell’azienda. A volte, vengono per proporre delle soluzioni al problema e idee utili per migliorarci. C’è un dialogo costante e trasparente con i 278 dipendenti e con i sindacati”.
    E’ in carica da un anno. Si è pentito di aver accettato questo incarico o si ritiene soddisfatto di ciò che ha fatto?
    “Non sono pentito, a me piacciono le sfide e spero che gli utenti abbiano apprezzato il tentativo che si è fatto di migliorare la qualità del servizio. Vinceremo la sfida più grande quando completeremo il piano di risanamento dell’azienda. Questa è la sfida lanciata dal mio predecessore Gatto e che io sono chiamato a continuare. Il mio mandato finisce nel 2020, magari lì saremo ad un passo dal completamento del risanamento. I numeri in questo momento sono buoni, si sta andando verso quello che era stato pianificato”.