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    “Senza la scuola muore il paese”. I cittadini di Salice incontrano Falcomatà.

    Un dibattito costruttivo tra i cittadini della frazione di Salice e il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

    L’incontro, promesso e organizzato dal “Comitato Territoriale”, ha suscitato l’interesse degli abitanti della frazione situata alla periferia nord di Reggio Calabria. Numerosi i temi discussi ma particolare attenzione è stata data al rifacimento della scuola di Salice. L’ente scolastico chiuso dal 2010 per inagibilità ha reso non pochi disagi alle numerose famiglie e ai bambini che sono costretti ad andare nei locali, non idonei, dell’ex8^circoscrizione situati ad Arghillà nord.

    Presente al dibattito il responsabile tecnico ai lavori pubblici che ha spiegato la situazione in cui versa la scuola – “dopo i vari sopralluoghi che sono stati effettuati dal 2010, ad oggi possiamo affermare che per questa scuola sono stati stanziati 400,000€ . Ora dobbiamo iniziare l’iter burocratico al fine di poter dare all’ l’inizio dei lavori di ripristino della struttura. Sicuramente non saranno tempi brevi ma saremo attenti a bruciare i tempi burocratici”.

    Il sindaco Falcomatà alla fine degli interventi ha spiegato che dal 2010 ad oggi numerosi sono stati i solleciti che l’amministrazione ha fatto sulla scuola non solo di Salice ma anche sul tutto il territorio comunale. “Sono contento di questa forma di dialogo con i cittadini – esordisce il sindaco – al fine di risolvere i problemi dei territori. Per quanto riguarda la scuola di Salice -continua il primo cittadino- è giusto che sappiate che come amministrazione siamo attenti a questa problematica e grazie ai “Patti per il Sud” siamo riusciti ad ottenere questi fondi con una proposta reale e concreta fatta su progetti reali. Il comune di Reggio Calabria ha messo in piedi una serie di programmi e attività tra cui un settore dedicato all’istruzione chiamato Scuole belle e sicure tra cui ricade la suddetta scuola”.

    “Voglio fare una proposta – conclude Falcomatà – visto che la scuola Lombardo Radice di Catona sta per essere riaperta, qualora sussista la fattibilità tecnica portiamo i ragazzi ad andare nei locali adibiti alla Lombardo Radice fin quando la scuola di Salice non sarà riaperta”

    A margine del dibattito il Sindaco ha chiarito la vicenda dell’accorpamento del plesso scolastico di Rosalì alla scuola di Campo Calabro. “Sulla vicenda sono state fatte molte chiacchiere, l’accorpamento non avrebbe pregiudicato nulla per quanto riguarda le attività scolastiche ma sarebbero stati effetti solo di natura amministrativa comportando solo la non chiusura della scuola Campese a causa dell’assenza di “numeri” previsti dalla normativa.
    Adesso sarà la Regione Calabria che deciderà, al netto di questo mi dispiace sottolineare la cattiva informazione e la strumentalizzazione, in alcuni casi, che è stata fatta, ripeto si sarebbe evitato il fenomeno della dispersione scolastica e penso che la nostra città si debba interrogare su questo problema visto che i 30 ragazzi che, solo sulla carta, si sarebbero spostati sono di etnia rom.”

    Giuseppe Rosario Princi