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    ‘Ndrangheta, inchiesta Gotha: rimesso in libertà architetto Cammera

    Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha disposto  che l’architetto Marcello Cammera, di 65 anni, ex dirigente dell”Ufficio tecnico del Comune, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta “Gotha” coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, fosse rimesso in libertà. La decisione è stata presa in accoglimento del ricorso presentato dai difensori di Cammera, gli avvocati Massimo Canale e Carlo Morace. Il Collegio, dopo due precedenti rinvii della Corte di Cassazione, ha stabilito in favore del Cammera l’insussistenza, ai fini della custodia cautelare, dell’insufficienza degli indizi forniti dalla pubblica accusa. La Suprema Corte aveva infatti eccepito l’inesistenza, allo stato dei fatti, “della consapevolezza e della volontà di Marcello Cammera di agevolare la criminalità organizzata per il tramite dell’avv. Paolo Romeo”, indicato dagli inquirenti come uno dei capi della masso-mafia di Reggio Calabria. Cammera, arrestato nel luglio del 2016, era rimasto in carcere fino al mese di aprile del 2017. L’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune, che aveva scelto il giudizio con il rito ordinario così come l’avv. Romeo e un’altra trentina di accusati, continuerà comunque a rispondere in stato di libertà del reato contestatogli. Il troncone del processo in corso con il rito abbreviato, invece, dove è imputato, tra gli altri, l’avv. Giorgio De Stefano, indicato dall’accusa con Paolo Romeo come uno dei vertici della “zona grigia” che domina la vita pubblica di Reggio Calabria, si concluderà con la sentenza di primo grado prevista per giovedì prossimo, primo marzo.