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Reggio Calabria – Tutto pronto per Gilberto Gil al Cilea con il suo ‘Preludio’

5 Novembre 2017
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Reggio Calabria – Tutto pronto per Gilberto Gil al Cilea con il suo ‘Preludio’

di Domenico Grillone – Sarà qualcosa di “inesquecivel”, indimenticabile. E c’è da crederci. La promessa viene da Gilberto Gil che annuisce nel corso della conferenza stampa, svoltasi nel salone del Conservatorio, all’entusiasmo del compositore Aldo Brizzi, direttore dell’omonima orchestra e soprattutto direttore artistico del progetto “Preludio”. Un progetto che, in concreto, si materializzerà sul palco del teatro Cilea (domenica ore 21) attraverso la musica di una delle massime espressioni della musica e cultura del Brasile, ma conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, al ritmo dei percussionisti del Cortejo Afro del carnevale di Salvador de Bahia, alle voci liriche di due soprani e due tenori dell’Opera di Bahia, ai suoni sinfonici dell’Orchestra dello stesso Aldo Brizzi. Senza dimenticare l’incursione in teatro, ad inizio serata, dei venticinque tamburi del gruppo reggino di Luca Scorziello Più che un concerto, e dopo aver sbirciato le immagini dello stesso svoltosi pochi giorni addietro ad Helsinki (una delle poche date europee e con Reggio unica data italiana) è davvero “un’opera unica al mondo”, come ha affermato recentemente il promoter Ruggero Pegna, e il tutto in costumi tipici. Una serata in cui la cultura musicale brasiliana mostrerà tutti i suoi volti in una sorta di mistura tra i classici di Gil, uno che nel corso della sua vita ha vinto di tutto e di più tra Grammy, dischi d’oro, di platino e mille altri riconoscimenti, con i ritmi della sua terra, Bahia. Ed i Cortejo Afro è il gruppo, così come afferma lo stesso ideatore di ‘Fatti di Musica Brasil’, che “riassume tutta l’eleganza e la forza della ritmica afro-baiana, un pieno di suoni ed energia”. Tutto vero, ed in più “la bellezza di voci liriche brasiliane con il Nucleo de Opera da Bahia e una piccola orchestra Mediterranea che risulta, dal suono, quasi sinfonica” spiega Aldo Brizzi, seduto accanto a Gil che annuisce e interviene spesso con il suo italiano un po’ stentato. Prima ancora dell’incontro informale con giornalisti, musicisti ed amanti della musica popolare brasiliana, ancora increduli di poter scambiare qualche frase con una delle icone mondiali della musica, l’ex ministro della Cultura, accompagnato da Ruggero Pegna, ha visitato il Conservatorio, grazie alla ‘mediazione’ del musicologo e docente Giovanni Guaccero con il maestro Aldo Brizzi, suo amico. E così Gil non si è tirato indietro: un saluto al direttore uscente del Conservatorio, Franco Barillà, uno anche alla prossima direttrice, Mariella Grande, e poi scambi di idee, impressioni con professori, studenti, musicisti. E Gil è stato contraccambiato alla grande, con un omaggio ad alcuni suoi brani da parte degli studenti ed anche dei docenti, dopo un intenso laboratorio sulla musica dello stesso artista bahiano svoltosi in Conservatorio il giorno prima, ed il tutto in una atmosfera autenticamente gioiosa. I saluti dell’assessore comunale alla Cultura, Irene Calabrò, e poi gli interventi dei direttori del Conservatorio, di Ruggero Pegna, colui che ha ideato la rassegna e quindi l’evento odierno inserito in “Fatti di Musica Brasil” e del professore Giovanni Guaccero, esperto, tra l’altro, sulla musica popolare brasiliana. E se la conferenza stampa è servita a spiegare nei dettagli il progetto “Preludio” che sarà svelato solo in parte domani al Cilea con quattro o cinque brani, Gil non sembra scomporsi a domande un po’ più dirette sull’attuale momento politico ed economico del Brasile. Ed alla domanda su cosa ne pensa su quanto scritto da numerosi giornali europei che parlano del Brasile come di una pentola a pressione pronta ad esplodere, Gil risponde pacatamente, senza scomporsi, con due sole parole ma che dicono tutto. “Ja explodiu”. Anche sull’impeachment nei confronti di Dilma Rousseff, considerato da molti come un golpe parlamentare mediatico, Gil non ha avuto nessuna difficoltà a rispondere semplicemente “si”. Rimane perplesso, invece, sulla necessità di un nuovo movimento “tropicalista” (Gil è stato uno dei padri assieme a Caetano Veloso). “Oggi lo scenario è completamente diverso – conclude Gil – non possono nascere movimenti sul territorio dal momento che lo stesso è ormai globalizzato. Un esempio calzante? La Catalogna ed il suo epilogo”.

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