e pretendeva che le venisse riassettato il letto e che le altre donne svolgessero le pulizie anche per conto suo. ”Non permetterti di parlarmi in questo modo….non sai chi sono io!” ”….se non sai chi sono io vorra’ dire che ci vedremo fuori….” ”…gliela faccio pagare anche a lei”, tuonava contro le compagne di cella. Lamentandosi con il compagno e i familiari nei colloqui in carcere, questi ultimi per salvare l’onorabilita’ della famiglia hanno rintracciato il marito di una delle codetenute, residente nel vibonese, e lo hanno picchiato. ”Dimmi chi e’, che vado a trovare io i figli suoi”, chiedeva minaccioso Carmelo Bellocco. Una delle offese piu’ gravi che Aurora Spano’ riteneva di avere ricevuto era il termine signorina con cui una delle detenute si era rivolta a lei, disconoscendo cosi’ l’unione con Giulio Bellocco mai formalizzato con l’atto del matrimonio. La stessa Spano’ si e’ fatta spesso giustizia da sola, aggredendo le detenute che la offendevano. Alcune di esse hanno sporto denuncia.




