Di seguito la nota diffusa da Demetrio Porcino e Vincenzo Nociti – Il difficile momento che sta attraversando la nostra Comunità ci impone, nella veste sia di amministratori e politici che di
cittadini, una serena e sobria riflessione. In questo ultimo periodo, infatti, si è sviluppato un dibattito connotato da toni roventi che non appartengono alla tradizione ed alla cultura a cui si ispira il nostro agire politico. D’altronde Reggio non è immune dal clima che ormai da circa venti anni caratterizza il panorama politico nazionale in cui il profilo della personalizzazione e della demonizzazione dell’avversario, percepito come nemico da abbattere, ha prevalso sul significato intimo e nobile della Politica, quella vera, intesa come puro servizio in favore della collettività. L’Italia e Reggio Calabria non meritano di assistere a questo triste teatrino caratterizzato da una contrapposizione tanto sterile quanto improduttiva se non addirittura dannosa. Ciò, è ovvio, non vuole assolutamente significare che la dialettica politica non debba svilupparsi; anzi, il confronto tra idee diverse rappresenta la massima espressione della democrazia, purchè prevalgano sempre profili di correttezza, civiltà ed onestà intellettuale senza mai perdere di vista il benessere comune sacrificandolo ad interessi personali e di parte. In questo contesto non possiamo accettare che la situazione che sta vivendo Reggio venga strumentalizzata in funzione di strategie politiche che non rispondono ad alcuna logica se non a quella di colpire il nemico di turno, calpestando la dignità di un’intera comunità, vittima ignara di giochi di potere aberranti. Non possiamo quindi accettare che qualcuno addirittura “tifi” per lo scioglimento del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, accecato dall’odio personale e non curante delle pesantissime ripercussioni che graverebbero su tutti i cittadini reggini. E’ davvero sconfortante e disdicevole che qualcuno, definendosi impropriamente classe dirigente e nascondendosi dietro il baluardo della legalità, come se quest’ultima appartenesse solo ad alcuni e non fosse patrimonio di tutte le persone oneste e per bene che costituiscono la stragrande maggioranza dei reggini, non perda l’occasione per screditare la Città.
A tal proposito vogliamo sgomberare il terreno da qualsivoglia dubbio: non siamo aspiranti concorrenti di coloro che sono iscritti al club degli “strattonatori della giacchetta del Ministro Cancellieri”. Per tradizione culturale noi siamo estremamente rispettosi del ruolo delle Istituzioni e di conseguenza del lavoro che sta svolgendo il Viminale a cui sentiamo solo il dovere di chiedere celerità nell’assumere la decisione in quanto la Città deve riprendere il proprio cammino, riacquistando, per tale via, il senso di fiducia del cittadino, nel ricordo e nell’orgoglio di una Reggio bella e gentile.
Tuttavia non possiamo sottacere la contradditorietà di una norma, quella sullo scioglimento per infiltrazioni mafiose, che individua una cura peggiore del male. Per questi motivi chiediamo che, qualora dovessero riscontrarsi infiltrazioni della criminalità organizzata ricollegabili a responsabilità puntuali, vengano intraprese, sempre con spirito garantista e mai giustizialista, le azioni ritenute più conducenti per rimuovere le criticità senza far pagare il conto ad una intera comunità.
E’ vero, infatti, che l’eventuale scioglimento per mafia sarebbe letale per Reggio in quanto rappresenterebbe una macchia indelebile nella storia di una Città già martoriata, nel recente passato, dalla guerra di mafia e che, con tanti sforzi, è riuscita ad intraprendere, negli ultimi decenni, un percorso di riabilitazione della propria immagine.
E’ nostra precisa volontà favorire il superamento dello schema, finora proposto, tra chi è a favore e chi contro un certo modello politico-amministrativo; schema che comporta l’etichettatura di qualsivoglia manifestazione di pensiero e che inibisce una parte della società civile dall’esprimersi, preferendo il silenzio piuttosto che essere annoverata ad una categoria ben precisa.
La partita che siamo chiamati a giocare supera ogni steccato ed ogni forma di contrapposizione in quanto ne va del futuro di un’intera Comunità e per tale motivo, ogni cittadino, riscoprendo e valorizzando il proprio senso di appartenenza alla Regginità, ha il diritto, oltre che il dovere morale, di far sentire la propria voce senza timori di etichettature politiche. E se questo accadrà, siamo sicuri che il messaggio che emergerà, sarà quello di tutelare Reggio e solo Reggio.
Demetrio Porcino
Vincenzo Nociti




