
di Claudio Labate – A domandarselo non sono soltanto i Centri di assistenza fiscali, ma anche e soprattutto i cittadini.
Il D.L. 16/2012, convertito nella Legge n. 44/2012, stabilisce che entro il 17 dicembre i contribuenti dovranno effettuare il pagamento a conguaglio dell’imposta dovuta con l’Imu. Ma a tutt’oggi, quasi l’81% dei Comuni italiani non ha deliberato sulle aliquote da applicare. Tra questi (abbiamo visto che gli altri capoluoghi calabresi lo hanno già fatto) c’è pure il Comune di Reggio Calabria, impelagato in una gestione commissariale che è solo agli inizi, ma che deve fare fronte a delle scadenze ben precise. Entro il 31 ottobre, infatti, il Comune deve presentare il Bilancio di previsione 2012, all’interno del quale andrebbero presentate le aliquote. I municipi possono quindi articolare le aliquote tra un minimo e un massimo, rispetto a quanto stabilito dallo Stato. L’amministrazione Arena, nel contesto di un Piano di rientro generale, avrebbe confermato (la linea passò a suo tempo in giunta) le aliquote base – 4 per mille per le abitazioni principali e le relative pertinenze; 7,6 per mille per le altre tipologie di immobili – anche se la discussione per il Regolamento che avrebbe disciplinato l’imposta era in itinere all’interno della Commissione consiliare preposta. Nessuna delle due cose è però andata in porto. Visto che da una parte la delibera di giunta non è mai arrivata in Consiglio per l’approvazione, e che dall’altra non si è fatto in tempo a mettere in piedi un regolamento che la Commissione avrebbe dovuto licenziare entro il 31 ottobre insieme al Previsionale 2012.
Il resto è storia recente. Il Commissariamento dell’Ente ha rimesso in discussione, ove ce ne fosse stato bisogno, la quantificazione del “buco”, annunciando nei fatti un periodo di lacrime e sangue per i contribuenti reggini. Dunque non sarebbe peccato pensare che i Commissari decidano in ultima analisi di aumentare al massimo le aliquote al fine di rimpinguare le casse asfittiche di Palazzo San Giorgio. Il tutto in un quadro ancor più arduo, come detto, del Previsionale 2012.
Ma intanto, non possiamo far altro che aspettare notizie dal Palazzo più chiacchierato e silenzioso degli ultimi tempi.




