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Roccella Jazz 2011 ricorda Scott LaFaro

1 Agosto 2011
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
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Insieme al solito ricchissimo programma di concerti che avranno luogo dal 12 al 20 agosto fra Reggio e la Locride oltre alla tradizionale sede conclusiva del festiva a Roccella Jonical, tutti eventi di pregio fra cui spiccano le presenze di  Al Di Meola, Danilo Rea, Ahmad Jamal,

Nicola Piovani, Eddie Gomez, Roberta Gambarini Jacques Morlenbaum, Dado Moroni e molti altri, Il Festival del Jazz “Rumori Mediterranei ” ricorderà quest’anno un grande musicista scomparso, vero titano del jazz nonostante la sua giovane età. Ricorre, infatti, il cinquantenario della morte del contrabbassista Rocco meglio conosciuto come “Scott” LaFaro, un geniale innovatore che lasciato un segno indelebile nella storia della musica afroamericana: un iconoclasta che ha rivoluzionato il modo di suonare il contrabbasso e la funzione di questo strumento all’interno di una ristretta formazione jazzistica. LaFaro  scomparve esattamente cinquant’anni fa, la notte del  6 luglio 1961, in un incidente stradale nei pressi di Long Island (New York), dove lo attendeva la sua compagna Gloria. Accadde due giorni dopo aver suonato con Stan Getz al festival jazz di Newport. Scott aveva solo 25 anni (era nato a Irvington, New Jersey, il 3 aprile 1936) ma il suo prestigio e la sua fama nel panorama jazzistico internazionale erano già di fama immensa.  Per il mondo del jazz fu uno shock. Bill Evans, il leader del celebre trio di cui faceva parte insieme a Paul Motian,a seguito di questa tragedia non riuscì a suonare per circa sei mesi.
In un arco di tempo che va dal 1955 al 1961 Scott LaFaro suonò con quasi tutti i famosi musicisti della scena jazzistica statunitense dell’epoca: oltre allo stesso Evans, occorre evidenziare anche Chet Baker ed Ornette Coleman cui fornì un sostegno fondamentale nella registrazione dell’epocale “Free Jazz”. La riscoperta e la valorizzazione adeguata di Scott è diventata un obiettivo di ”Rumori Mediterranei”.  “Il Festival del Jazz di Roccella, infatti, non si occupa soltanto della promozione di concerti.- ribadisce il coordinatore Vincenzo Staiano, che si è molto prodigato in questa vicenda fino a scoprirne l”origine- ma. è caratterizzato anche  da una continua attività di ricerca che nel passato gli ha consentito di conseguire risultati importanti grazie al supporto dell’Associazione Culturale Jonica. Uno dei risultati più recenti è proprio la scoperta delle origini calabresi e specificamente sidernesi di LaFaro. Il Festival si anche è adoperato sul piano mediatico per mettere questo grande musicista al centro dell’attenzione nazionale. Certamente la scoperta delle radici joniche di Scott può dare un’idea di quali ricadute culturali sul territorio sia capace il Festival.”
Di fatto, la rivelazione sulle sue origini calabresi  la si deve alla sorella Helene LaFaro-Fernandez che nel 2009 ha pubblicato la sua biografia:  “Jade Visions – The Life and Music of Scott LaFaro”, edito dalla University of North Texas Press. Un lavoro molto accurato e godibile che, oltre alla storia di Scott e della famiglia LaFaro, contiene tutta la sua discografia, analisi dei brani inclusa), un capitolo sul suo prestigioso contrabbasso “Preston”, la spiegazione dell’origine delle due sue uniche composizioni (“Jade Visions “ e “Gloria’s Steps”) e numerosi contributi di autorevoli musicologi, esperti e famosi musicisti che hanno lavorato con Scott o lo hanno conosciuto.
Nel suo libro, però, i cenni sui nonni calabresi sono pochi. “Solo qualche informazione- continua Staiano- su “nonno LaFaro” e qualche commento su alcune loro abitudini italiane.  Una particolare enfasi, invece, viene data alla grande passione che la famiglia dei vecchi La Faro aveva per la musica, soprattutto l’opera.”  Nella biografia di Scott LaFaro non si fa menzione della città calabrese d’origine dei suoi parenti. “Ho avuto direttamente dalla stessa  Helene LaFaro-Fernandez, la conferma del dato che i nonni paterni di Scott e suoi erano originari di Siderno Marina- riprende Staiano-. Mi ha raccontato che erano emigrati dalla Calabria negli Stati Uniti verso la fine dell’ottocento.”  La grande statura del musicista italo-americano e le sue origini sidernesi hanno spinto la direzione del Festival a organizzare due eventi mirati a celebrarne la figura nell’ambito della 31 edizione di “Rumori Mediterranei”.
Il primo evento, il 17 agosto mattina, sarà un Convegno su “Scott  La Faro e il contributo degli italiani alle origini del jazz” con la partecipazione di Francesco Martinelli (il primo a segnalare a Paolo Damiani, direttore artistico del Festival, le origini sidernesi di Scott LaFaro), Vincenzo Caporaletti, Eddie Gomez e, probabilmente, la stessa Helene LaFaro – Fernandez. Un convegno nazionale che non mancherà di suscitare un grande interesse perché forse farà emergere la tesi che il jazz delle origini non è solo musica afroamericana ma musica “italo-afroamericana”. Di fatto è il seguito ideale del Convegno “Jazz e Mediterraneo” – organizzato nel’ambito delle prime edizioni del Festival (cui seguì la pubblicazione degli atti a cura dell’ISMEZ) – che vide protagonisti i maggiori musicologi, critici e giornalisti del tempo.
Il secondo evento, la sera dello stesso giorno al Teatro al Castello di Roccella, sarà un “Omaggio a Scott LaFaro” con un concerto dell’Eddie Gomez Usa Quartet, con Stefan Karlsson al pianoforte, Eddie Gomez al contrabbasso, Ambrose Akinmusire alla tromba e Nasheet  Waits alla batteria. La scelta caduta su Eddie Gomez non è stata casuale. E’ uno dei contrabbassisti che hanno sostituito Scott LaFaro nel trio di Bill Evans e ha potuto raccogliere le opinioni che il grande pianista aveva di Scott. Eccone qualcuna estratta dal testo di Helene LaFaro:
…..”Non ho chiesto molto di Scott a Bill. Ovviamente Scott era il mondo per Bill. Disse che faceva le cose con intensità e con le marce alte. L’impressione che ho ricevuto da Bill era che Scott viaggiava su un treno espresso, da  qualsiasi parte  stesse andando”* …..
Quelli del Festival del Jazz non sono gli unici eventi programmati in Italia per commemorare Scott. L’altra più significativa è certamente quella della rivista “Musica Jazz” che, nel numero di giugno, gli ha dedicato un inserto e un cd contenente  i brani incisi con le formazioni più famose (tra i quali spicca il celebre duo di bassi LaFaro-Haden di “Free Jazz”, il capolavoro insuperabile  di Ornette Coleman). Nell’inserto ci sono tre articoli. Il primo, firmato da Gian Mario Maletto, che introduce Scott, sintetizza il racconto della LaFaro e mette l’accento sul fatto che “Scott ha influito sullo stile di ogni contrabbassista della sua e delle generazioni successive”. Il secondo, firmato dal contrabbassista Paolo Damiani, Direttore Artistico di “Rumori Mediterranei” e Direttore del Dipartimento di Jazz del Conservatorio di Santa Cecilia, che analizza alcuni suoi brani e spiega con precisione chirurgica dove si può rintracciare il genio di Scott. Il terzo, a firma di Antonio Iammarino che, ripercorrendo la storia del trio  Bill Evans – Scott LaFaro – Paul Motian, segnala il trio come “una delle formazioni dal peso specifico più impressionante dell’intera storia del jazz, soprattutto se si tiene conto della qualità esigua di materiale effettivamente registrato”.
Un altro evento legato a Siderno  è in programma nella 31 edizione del Festival: l’omaggio a Piero Cusato, a quasi un anno dalla sua scomparsa. E’ previsto per il 12 agosto. Piero Cusato, oltre a essere stato un valente musicista ed innovatore in campo musicale, è stato anche un importante collaboratore dello stesso Festival.

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