
di Claudio Cordova – L’avvocato Francesco Calabrese è riuscito, con le proprie tesi difensive, a far escludere le aggravanti mafiose nei confronti del carrozziere Francesco Nocera, arrestato in seguito al ritrovamento, avvenuto il 21 gennaio scorso, di un auto piena di armi ed esplosivo
nei pressi dell’aeroporto di Reggio Calabria. L’uomo è stato condannato alla pena di due anni e quattro mesi di reclusione per favoreggiamento semplice.
Il ritrovamento dell’autovettura, effettuato dai Carabinieri, era avvenuto in concomitanza con la visita del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che era sceso in riva allo Stretto anche in seguito all’attentato ai danni della Procura Generale dei primi giorni dell’anno. L’automobile, una Seat Marea, risultava essere in manutenzione presso l’officina di Nocera.
Secondo gli inquirenti, l’episodio si sarebbe dovuto inquadrare nel clima, assai pesante, che si respirava in città alcuni mesi fa. Il ritrovamento, successivo alla bomba in Procura, sarebbe stato seguito da altre minacce subite dai magistrati reggini, tutti episodi riconducibili, secondo gli investigatori ad attività della ‘ndrangheta. Nocera, comunque, fin da subito aveva respinto ogni accusa, dichiarando che l’automobile gli era stata rubata davanti alla stazione di Reggio Calabria mentre era in attesa di incontrarsi con un amico.
Una versione che non aveva convinto, dato che il fermo dell’uomo era stato tramutato in arresto: secondo gli inquirenti, Nocera avrebbe prestato la vettura, che custodiva nella sua officina per conto del proprietario, risultato estraneo alla vicenda, per un’azione criminale. Nocera, peraltro, viene indicato come persona vicina alla cosca Ficara-Latella, che ha il controllo del territorio a Saracinello-Ravagnese, il quartiere in cui è stata trovata l’automobile. Anche questa circostanza respinta dal carrozziere. L’uomo aveva denunciato il furto della Seat Marea sulla quale erano stati trovati due bombe, due fucili e due pistole, oltre ad una tanica di benzina.
Accusato dai pm Andrigo e Tripodi di favoreggiamento aggravato dall’articolo 7, si è visto condannare dal Gup Filippo Leonardo, per favoreggiamento semplice, alla pena di due anni e quattro mesi, a fronte di una richiesta di quattro anni, formulata dai pubblici ministeri. L’avvocato Calabrese aveva richiesto l’assoluzione: è riuscito a far derubricare il reato a favoreggiamento semplice, portando il Gup a escludere le aggravanti mafiose.




