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25 anni del circolo reggino di Legambiente. Il bilancio di Nuccio Barillà

20 Luglio 2010
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 4 minuti
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goletta_verde
di Angela Chirico – Salpa sospinta dalla brezza, nelle acque antistanti il Circolo Velico, Goletta Verde, storico baluardo di Legambiente a tutela della salute dei mari e delle coste italiane. E’ giunta a Reggio, nel venticinquesimo anno della sua attività, per

celebrare il medesimo, speciale anniversario del Circolo reggino dell’ Associazione, fondato infatti nel 1985 e consacratosi, dopo le numerose battaglie intraprese, come fondamentale presidio  di legalità e di salvaguardia del territorio. Una ricorrenza cui, ancora una volta, è stato impresso il sigillo dell’ amore e dell’ attenzione per un ambiente spesso abusato, e per un mare ridotto a pattumiera illegale di rifiuti, defraudato di quella dimensione d’ incanto che da sempre gli appartiene. Un legame quasi “affettivo” dunque, suggellato dalla consegna alle acque dello Stretto (rigorosamente racchiusi in una bottiglia in materiale biodegradabile),  dei versi inediti che proprio a Legambiente furono dedicati dal poeta Emilio Argiroffi, in occasione della campagna “Goletta Verde” 1988. Un messaggio ideale, che dalla gente di Magna Grecia è rivolto ai popoli del Mediterraneo, per rendere fattivo e stringente quel sodalizio necessario a difendere il nostro mare da quanti tentino di infettarne la salubrità. Alla commemorazione, che ha registrato la proiezione di un documentario sui 30 anni dell’ Associazione Nazionale,  ha preso parte, insieme con la Responsabile di Legambiente a Reggio Maria Caterina Gattuso e il Presidente del Circolo Velico Fabio Colella, anche il vicepresidente Nazionale dell’ Associazione Sebastiano Venneri: “ La forza di Legambiente, di cui nel 2010 ricorre il trentesimo anniversario, è la sua capillare diffusione sul territorio, laddove i vari gruppi inventano ogni giorno nuovi modi per stare in campo, riuscendo a declinare in modo originale le questioni ambientali tramite la “contaminazione” con attività diverse. Ne sono un esempio- ha proseguito Venneri- attività come la Corrireggio, la coltivazione di patate in Val Chiavenna, l’ istituzione di gruppi d’ acquisto per i pannelli solari. Abbiamo saputo trovare linguaggi nuovi per parlare alla gente, coniando anche neologismi come ecomafia ed ecomostri. Le nostre ricerche, confluite nell’ annuale Rapporto Ecomafia, si sono tradotte spesso in inchieste da parte delle Procure o della Direzione Investigativa Antimafia. Siamo guidati dall’ ambizione di agire per cambiare in meglio l’ Italia e, in questo senso, il Circolo di Reggio rappresenta una delle esperienze più sane, innovative ed intelligenti del nostro percorso.”

Un’ esperienza sorta ormai 25 anni fa da un nucleo di cittadini sensibili ed appassionati, che trova ancor oggi il suo mentore nella figura di Nuccio Barillà, reggino doc e attualmente dirigente nazionale di Legambiente. Con lui, abbiamo provato a delineare un quadro  dei 25 anni di attività del Circolo, tra battaglie passate e prospettive future.

Sono passati 25 anni dalla nascita del Circolo reggino dell’ Associazione. Qual è il bilancio che si sente di tracciare?

“Credo che questi 25 anni siano stati un percorso d’amore per l’ ambiente, per il territorio e per il mare. Un iter fatto di momenti straordinari, che ci hanno consentito di sensibilizzare i cittadini sui temi ambientali, sul senso civico, sulla difesa della legalità. Il nostro è stato uno dei circoli più antichi, che è cresciuto puntando sulla capacità di rinnovarsi rimanendo sempre se stesso. Uno dei punti di forza, infatti, è stato la commistione dei linguaggi e delle attività, di cui la Corrireggio, ma non solo,  costituisce  un esempio eloquente.”

Un percorso costellato di numerose battaglie.

“Le battaglie sono state lo strumento attraverso cui abbiamo cercato di coinvolgere la città nel sogno ambientalista. Siamo partiti nell’ ’83, con la prima Corrireggio organizzata per salvare la Collina di Pentimele dallo scempio dell’ abusivismo. In quell’ occasione, 500 cittadini firmarono un esposto alla magistratura per chiedere la tutela dell’ area. Ricordo poi la lotta contro la centrale a Carbone di Gioia Tauro, che si saldò al dissenso dei movimenti studenteschi, e ancora il processo il piazza agli amministratori pubblici sulla nettezza urbana, le campagne di volontariato per pulire spiagge e monumenti. E poi, l’ impegno per cercare la verità sulle navi dei veleni, le denunce contro gli scarichi illegali di liquami direttamente a mare, grazie alle quali  già nel 1987 ottenemmo la prima condanna di amministratori pubblici. Rammento inoltre le battaglie per il  Parco dell’ Aspromonte, contro la Diga sul Menta e il Ponte sullo Stretto, quelle a tutela dell’ Arena Lido o per la restituzione del Teatro Comunale, e per l’ accesso all’ acqua come bene pubblico per tutti i cittadini. Rievoco con piacere i campi internazionali di lavoro, uno dei quali svoltosi a San Luca nel periodo dei sequestri: durante quel campo, i ragazzi restaurarono le basi dell’ antica Chiesa di San Giorgio, prima lasciate all’ incuria. Dopo la strage di Duisburg, siamo tornati a San Luca, col supporto di Mons. Bregantini, per piantare 300 alberi.”

Quali sono le prospettive future?  

“La prima, quella di istituire una Legambiente dell’ Area dello Stretto, una sorta di coordinamento di tutti i circoli che consenta di rendere il territorio dell’ Area un luogo della sostenibilità, in cui si possa vivere bene e valorizzare le ricchezze, contrastando gli abusi e i tentativi di “ferirlo” con opere inutili e dannose come il Ponte. E, in secondo luogo, la sfida della green economy, basata sulla qualità della vita e dei prodotti, che potrebbe essere per la nostra Regione una carta in più per dare risposte occupazionali ai giovani. Significherebbe contrapporre alla Calabria dei veleni e della criminalità organizzata, la Calabria della bellezza e dell’ orgoglio, che attinge alle radici storiche e a un patrimonio inestimabile di bellezza.”    

 

“…Forse  i pirati tenteranno di

Uccidere il mare

Ma noi ritorneremo

Perché questo mare è nostro

Nostro da sempre

Sempre.

Emilio Argiroffi

 

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