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Reggio: troppi elettrodomestici per strada

15 Ottobre 2009
in Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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di David Crucitti – Una telefonata per prendere l’appuntamento, un versamento di quattro euro, e tanta, tanta pazienza. Questa è la formula magica che consente alle famiglie reggine di sbarazzarsi legalmente di un elettrodomestico vecchio e ingombrante che, in un modo o nell’altro, deve sparire per far posto ad uno nuovo

 di zecca.

 

La città purtroppo paga eccessivamente dazio, schiacciata da una mentalità poco propensa alla crescita civile e culturale, una mentalità che, per molti versi, la popolazione non riesce a scrollarsi di dosso continuando a fomentare polemiche ed accuse che, senza dubbio, sono da attribuire alla scarsa collaborazione del cittadino.

 

Non sempre l’Amministrazione Comunale è responsabile dei disagi, delle brutture, e del degrado che impavido scorre per le vie di Reggio. Spesso è l’apatia, l’ignoranza del cittadino, il pensare di essere più furbi degli altri che fa della città una sorta di gioiello deturpato, una macchia scura in mezzo a tanto verde, l’anello fragile che riporta la città ai tempi dell’abbandono, una minoranza di cittadini che inesorabilmente vanificano tanto impegno.

 

Accanto ai cassonetti di Reggio, è cosa normale vedere lavatrici, scaldabagni, frigoriferi e cucine abbandonate, elettrodomestici vecchi che i legittimi proprietari hanno pensato bene di sbarazzarsene illegalmente, gettandoli nella spazzatura come fossero buste dei rifiuti. La legge prevede ammende severissime per chi viene “pescato” a commettere simili gesti, multe giustamente salate. Ma i controlli chi dovrebbe farli?

 

Per venire incontro alla cittadinanza, nasce ROM 1995 su iniziativa di giovani volontari della comunità nomade dell’allora famoso campo nomadi denominato 208. Negli anni l’associazione diventa vera e propria fonte di lavoro per quei giovani, allontanandoli definitivamente dall’emarginazione e dalla delinquenza ed inserendoli nella società.

 

Una bella ed importante realtà per Reggio, che vede in ROM 1995 la fine di tante difficoltà e disagi, proprio perché il servizio che dà l’associazione è quello di prelevare a domicilio i vecchi elettrodomestici e provvedere al loro smaltimento.

 

Abbiamo ascoltato il responsabile dell’associazione che elogia i suoi uomini, ma nello stesso tempo afferma che la cittadinanza con il passare degli anni ha sposato il loro progetto, e di conseguenza la richiesta è diventata alta, talmente alta che l’attesa per un ritiro a domicilio può essere anche di due mesi. Tempi effettivamente molto lunghi per chi ha in casa gli inutilizzati ed ingombranti elettrodomestici.

 

E’ sicuro del fatto che i tempi si ridurrebbero se l’associazione assumesse altro personale, dando la possibilità di nuovi impieghi e allo stesso tempo si scoraggerebbero quei cittadini che, stanchi di tanta attesa, provvedono da se allo smaltimento trasportando il grosso frigorifero accanto al cassonetto sotto casa.  

 

Un’altra lacuna che emerge dal colloquio è la cattiva informazione che alcuni quotidiani hanno dato, facendo credere ai cittadini che la squadra di ROM 1995 passasse una volta a settimana a ritirare gli elettrodomestici trovati per strada, ma bisogna dire che effettivamente l’associazione raccoglie quello che trova accanto ai cassonetti, ma lo fa solo ed esclusivamente per non lasciarlo lì, quindi non è un servizio e nessuno si deve sentire in diritto di abbandonare i propri domestici per strada ipotizzando l’eventuale passaggio della squadra ROM.

 

Resta comunque una grave realtà sociale, in provincia quanto al centro città si assiste a scene stile “favelas brasiliane”, dove spesso bisogna scendere dai marciapiedi perché questi occupati da

cucine elettriche e frigoriferi, dove i gattini trascorrono le notti dentro le lavatrici e dove per un’inspiegabile motivo, c’è gente che di crescita civica di questa meravigliosa città, non ne vuol proprio sapere.

 

 

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