
I carabinieri del Ros hanno arrestato, a Roma, Candeloro Parrello, latitante da 10 anni. Il suo nome figurava nell’elenco dei 100 latitanti piu’ pericolosi ed era stato proposto per l’inserimento nell’elenco dei 30.
L’uomo, ricercato per associazione mafiosa e traffico internazionale di stupefacenti, e’ considerato dagli investigatori il referente della ‘ndrangheta per i cartelli colombiani dei produttori di droga. Parrello, esponente di spicco del ”locale” di Palmi, e’ stato bloccato nel quartiere Montesacro dai carabinieri del Ros di Reggio Calabria e di Roma. Candeloro Parrello, di 53 anni, era ricercato per alcuni provvedimenti restrittivi tre dei quali emessi da autorita’ giudiziarie calabresi. In particolare, secondo quanto si e’ appreso, i provvedimenti furono emessi dal gip di Palmi (1993) per associazione mafiosa finalizzata alla commissione di truffe; dalla Dda di Reggio Calabria (1994) per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e dal Gip del tribunale di Reggio Calabria (1994) per associazione mafiosa. Altri provvedimenti, secondo quanto si e’ appreso, sono stati emessi negli ultimi anni dall’autorita’ giudiziaria di Roma e Milano. Candeloro Parrello e’ figlio di Gaetano Parrello, considerato il capo del clan, assassinato a Palmi, in un agguato, nel settembre del 1986, davanti al suo albergo. L’omicidio del vecchio capomafia fu messo in relazione all’aggressione subita da Candeloro Parrello alcuni mesi prima e nella quale l’uomo rimase sfregiato. L’uccisione di Gaetano Parrello, che era soprannominato ”lupo di notte”, scateno’ una faida tra la cosca del boss assassinato e la famiglia Piccolo. (ANSA).




