
da www.sanitacalabria.it – Un “grido di allarme” dalla “base” degli Ospedali Riuniti di Reggio. Assemblea compatta e partecipata quella di questa mattina organizzata dalla Uil per “affrontare le numerose problematiche che stanno generando
una situazione che rischia di far tracollare la più importante azienda ospedaliera calabrese”. Al primo punto della discussione che ha visto tra gli ospiti i rappresentanti a vari livelli della politica locale, proprio quella famosa Cardiochirurgia. Due anni fa, tuona il sindacalista Nuccio Azzarà della Uil-Fp, veniva annunciata in pompa magna la sua realizzazione. Ventiquattro mesi dopo, si sta ancora combattendo con il mancato avvio dei lavori e la distrazione dei fondi per la sua realizzazione, al tempo posti in bilancio. Non meno, continua il sindacalista, resta sempre grave la mancanza di un elisoccorso. Indispensabile in un territorio come quello della provincia reggina, difficile per i suoi collegamenti. Dalla situazione esterna a quella interna. Al centro del ciclone, i continui troppi ricoveri in barella “che costringono operatori e pazienti a situazioni indecorose”. Un punto, questo ultimo, che si inserisce nel contesto di quello “stop generalizzato” rispetto ai paventati piani occupazionali e di adeguamento tecnologico. Il quotidiano segna poi il passo, denuncia il sindacato, tra carenza di farmaci, ritardi nella realizzazione del Gruppo operatorio, l’inagibilità delle sale, le lunghe liste d’attesa e quella eterna criticità del Pronto soccorso. Ma a fare più male, tuona il sindacato, è quel silenzio generalizzato che sembra aleggiare sull’intera città, a fronte degli sforzi interni di tutto il personale che nonostante tutto, manda avanti la struttura. Ma la sanità del Riuniti, è di tutti i reggini. Politica compresa.




