
Il Tribunale delle misure di prevenzione di Roma ha detto no alla richiesta della Procura di porre sotto sequestro il ristorante ”La rampa” di Piazza di Spagna, nel centro di Roma. La richiesta era stata fatta nell’ambito di un’indagine su presunte infiltrazioni
di stampo mafioso e su un presunto reimpiego di capitali delle cosche della ‘ndrangheta in strutture commerciali della capitale. A chiedere il sequestro del locale era stato il pubblico ministero Salvatore Vitello il quale aveva anche sollecitato il divieto di soggiorno a Roma per i titolari delle quote del locale: si tratta di due cugini entrambi con lo stesso nome e cognome, Domenico Giorgi, e Cesare Romano Pasquali. Il magistrato aveva motivato quest’ultima iniziativa per la pericolosita’ sociale dei tre, sospettati di essere contigui alla cosca Pelle-Bottari. Gli accertamenti sul ristorante ”La rampa” erano partiti da uno stralcio dell’inchiesta dei magistrati calabresi sulla strage di Duisburg (agosto 2007) e culminati in una serie di sequestri di beni per 150 milioni di euro ai danni del clan Pelle-Vottari e Mirta-Strangio.(ANSA).




