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    Regione: Guerriero (Pd), “serve attenzione speciale verso emigranti”

    ”Proprio da una regione d’emigranti com’e’ stata la Calabria, ci si attenderebbe un’attenzione speciale verso gli immigrati. Invece assistiamo al loro abbandono e ci si accorge di questa umanita’ dolente solo quanto le contraddizioni esplodono come nel caso di Rosarno”. E’ l’opinione del consigliere regionale (Ps) Giuseppe Guerriero, componente l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.

    ”Duole constatare – dice Guerriero – l’assenza grave dei servizi sociali della Calabria dinanzi a un fenomeno che, per la sua complessita’, importanza e carica umana, esigerebbe un’attenzione straordinaria che, evidentemente, allo stato e’ solo nelle parole” ”Eppure – sottolinea Guerriero – il disagio degli immigrati che vivono in Calabria dovrebbe destare attenzione, sia per le indubbie implicazioni umanitarie sia perche’ il Sud continua ad ingoiare nei meandri oscuri della sua economia quote apprezzabili di lavoratori stranieri che sfuggono ad ogni controllo”.

    ”In una regione socialmente debole come la nostra – afferma Guerriero – proprio l’assessorato ai Servizi sociali, di concerto con chi gestisce le politiche del lavoro e dell’immigrazione, dovrebbe avere le antenne vigili e gli occhi spalancati, agendo preventivamente sul disagio e tentando, con l’aiuto delle rappresentanze sociali e delle associazioni di volontariato, di incanalare i bisogni degli immigrati in spazi trasparenti e ben controllati. Invece ci si lamenta solo quando i fatti esplodono. Quando i fatti, nella loro crudezza, evidenziano la distanza siderale che vi e’, specie nelle Istituzioni, tra il dire e il fare. Tra il dire di avere grande rispetto per chi, spinto dalla poverta’, giunge persino nell’Italia del Sud e la capacita’ di attrezzare una rete efficiente di risposte di primo livello per fronteggiare le esigenze degli immigrati che, come nel caso di Rosarno e di tante altre realta’ calabresi, seguitando ad essere degli invisibili per lo Stato e per le Istituzioni regionali”.

    ”Quanto accaduto a Rosarno – conclude Guerriero – non e’ eccezionale, perche’ in altre aree della regione i conflitti sono sottotraccia, percio’ deve indurci ad andare oltre la recriminazione e la promessa di impegno e smuovere le inerzie pubbliche in questo campo esposto alle infiltrazioni della criminalita’. Sarebbe pertanto urgente conoscere da parte dell’assessorato ai Servizi sociali, magari nella prossima seduta del Consiglio regionale, la mappa del fenomeno in Calabria, comprendere dove sono i punti di criticita’, capire i bisogni e lo stato d’integrazione cui si e’ finora giunti.

    Proprio una visione riformista della societa’ deve spingerci a fare piu’ attenzione agli ultimi, imparando dalle tante forme di volontariato che, per fortuna, sono presenti e spesso si sostituiscono eroicamente all’intervento pubblico”.
    (Asca)